Robot poliziotti che dirigono il traffico per le strade di una grande città cinese: sembra la trama di un film di fantascienza, eppure sta già succedendo. La Cina ha schierato un vero e proprio squadrone di agenti robotici in uno dei suoi principali centri tecnologici, nel sud del paese. Portano divisa, berretto e lavorano senza sosta. Ma non hanno tratti somatici, perché non sono esseri umani. E la cosa più interessante? Nessun poliziotto in carne e ossa perderà il posto. Lo garantisce una legge appena varata.
Come funzionano i robot poliziotti cinesi
Questi robot umanoidi, identificati come modello PM01, sono stati messi in servizio il 24 dicembre 2024. Ognuno è alto 1,38 metri, pesa 40 kg e ha un costo unitario di circa 12.000 euro. Non sono semplici macchine su ruote: camminano in modo fluido e naturale, e sono persino capaci di eseguire manovre complesse come capriole in avanti. Tutto questo grazie a un sistema LiDAR, chip potenti, sensori avanzati e un sofisticato algoritmo di apprendimento.
Al momento sono 15 robot poliziotti operativi nella città di Hangzhou, dove pattugliano le strade fianco a fianco con gli agenti umani. Il loro compito principale è supportare il lavoro della polizia stradale: individuano e scoraggiano le infrazioni al codice della strada, regolano il traffico e forniscono indicazioni ai turisti che si perdono. Riescono a farlo perché sono in grado di riconoscere comandi vocali e analizzare immagini per identificare comportamenti non consentiti. Interagiscono anche attivamente con i cittadini, stando a quanto riportano i media locali cinesi.
Nessun licenziamento: la legge protegge i lavoratori dall’intelligenza artificiale
Lo schieramento di questi robot ripropone con forza un tema che ormai domina il dibattito globale: l’intelligenza artificiale finirà per sostituire completamente il lavoro umano? Solo nei primi mesi del 2026 si sono registrati oltre 80.000 licenziamenti nelle aziende tecnologiche a livello mondiale. Numeri che fanno tremare. Eppure dalla Cina arriva un segnale che va nella direzione opposta, e che potrebbe rappresentare un precedente importante per il resto del mondo.
I tribunali di Hangzhou e Pechino hanno emesso sentenze in due casi distinti, stabilendo un principio chiaro: le aziende non possono licenziare i dipendenti con il solo scopo di rimpiazzarli con sistemi di intelligenza artificiale. La motivazione giuridica è piuttosto lineare. Sono state le imprese stesse a decidere di adottare queste tecnologie, quindi non si tratta di una circostanza imprevedibile che possa giustificare un licenziamento. Un ragionamento che, nella sua semplicità, ha una portata enorme. I robot poliziotti di Hangzhou, dunque, continueranno a pattugliare le strade insieme ai colleghi umani, senza che questi ultimi debbano temere per il proprio impiego. Almeno fino a quando non saranno le macchine stesse a emettere le sentenze dei tribunali.
