CarPlay Ultra doveva essere la grande rivoluzione dell’infotainment firmato Apple, ma dopo quasi quattro anni dall’annuncio originale la situazione è molto diversa da quella che ci si immaginava. Il debutto è finalmente arrivato a maggio sulle Aston Martin vendute negli Stati Uniti e in Canada, eppure la lista dei costruttori disposti a supportare questa tecnologia si è assottigliata parecchio rispetto alle promesse fatte nel lontano WWDC 2022.
Costruttori in fuga: chi ha detto no a CarPlay Ultra
Le defezioni più pesanti riguardano nomi di primissimo piano. Mercedes-Benz, Audi, Volvo, Polestar e Renault hanno tutti abbandonato il progetto, nonostante fossero stati presentati da Apple come partner ufficiali. Non si tratta di semplici ritardi o slittamenti: la scelta, stando alle informazioni disponibili, è stata del tutto deliberata. Cinque marchi importanti che voltano le spalle a CarPlay Ultra pesano eccome, soprattutto se si considera che avrebbero dovuto rappresentare la spina dorsale dell’adozione su larga scala.
Chi rimane nella lista? Al momento figurano ancora Porsche, Hyundai, Kia e Genesis, tra gli altri. Il problema è che Apple non pubblica un elenco ufficiale e aggiornato sul proprio sito, il che rende complicato capire davvero chi stia ancora lavorando attivamente al supporto e chi invece stia semplicemente aspettando di capire come evolve la situazione.
Hyundai e IONIQ 3: la speranza per il 2026
La notizia più interessante sul fronte CarPlay Ultra arriva dal gruppo Hyundai. Secondo alcune indiscrezioni, almeno un modello importante della famiglia Hyundai/Kia dovrebbe integrare il supporto nella seconda metà del 2026. Il candidato principale sembra essere IONIQ 3, annunciato ad aprile, anche se dal costruttore coreano non è arrivata ancora nessuna conferma ufficiale.
Se la cosa andasse in porto, sarebbe un passaggio davvero significativo. IONIQ 3 dovrebbe partire da circa 31.000 euro, un prezzo che non ha niente a che vedere con i quasi 185.000 euro necessari per mettere le mani su un’Aston Martin. Portare CarPlay Ultra su un veicolo accessibile a una fascia molto più ampia di acquirenti cambierebbe completamente la percezione della piattaforma, togliendola dalla nicchia del lusso estremo in cui è confinata oggi.
Ford: dentro ma con riserva
C’è poi il caso Ford, che merita un discorso separato. Il costruttore americano risulta ancora tra i partner ufficiali, ma il CEO Jim Farley ha espresso pubblicamente le sue perplessità. Le sue parole sono piuttosto eloquenti: ha dichiarato di non essere soddisfatto dell’esecuzione della prima versione di CarPlay Ultra, aggiungendo però che l’impegno con Apple resta forte e che i contatti con Tim Cook sono frequenti.
Non è un rifiuto netto, questo è chiaro. Ma nemmeno un entusiasmo travolgente. Per chi possiede una Ford e sperava di vedere questa funzionalità a bordo della propria auto, le dichiarazioni di Farley suonano più come un campanello d’allarme che come una rassicurazione.
