La strategia finanziaria di Apple sta per cambiare volto, e il motivo ha un nome preciso: John Ternus. Il prossimo amministratore delegato, attualmente responsabile hardware dell’azienda di Cupertino, sembra intenzionato a trattenere una quota maggiore di liquidità invece di restituirla agli azionisti con la stessa generosità degli ultimi anni. Una svolta che potrebbe ridisegnare le priorità del colosso tecnologico, spostando risorse verso acquisizioni, assunzioni strategiche e soprattutto verso lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Per capire la portata di questo cambiamento bisogna fare un passo indietro. Quando Tim Cook prese il timone quasi quindici anni fa, una delle sue prime mosse fu ribaltare la filosofia di Steve Jobs sulla gestione della cassa. Jobs, segnato dall’esperienza degli anni Novanta quando Apple sfiorò il fallimento, aveva sempre evitato di distribuire dividendi o riacquistare azioni proprie. Cook, al contrario, nel 2012 reintrodusse il dividendo trimestrale e avviò una politica sistematica di buyback. Il risultato? Oltre mille miliardi di dollari restituiti agli azionisti tra dividendi e riacquisti, accompagnando la capitalizzazione fino alla soglia dei 4.000 miliardi di dollari.
Ora però qualcosa si muove. All’interno di Apple, molti ingegneri e designer di prodotto spingerebbero da tempo perché la società trattenga più liquidità. La logica è semplice: quei soldi potrebbero finanziare operazioni importanti, dalla ricerca e sviluppo fino ad acquisizioni di peso. Apple genera utili più che sufficienti per fare entrambe le cose, certo. Ma la società che si sta delineando con Ternus potrebbe essere meno vincolata all’idea di convogliare grandi quantità di denaro verso gli investitori con la stessa regolarità del passato.
Il segnale arrivato dalla conference call trimestrale
Il primo indizio concreto è emerso durante la conference call della scorsa settimana. Il direttore finanziario Kevan Parekh ha dichiarato che Apple non considererà più il cosiddetto “net cash neutral” come obiettivo formale. Dal 2018 la società puntava a mantenere un equilibrio tra cassa e debito, riducendo progressivamente la grande riserva di liquidità accumulata negli anni per avvicinarla al livello del debito. Nella pratica, questo significava redistribuire in modo costante e prevedibile.
Attenzione però: il vecchio modello non sparisce del tutto. Apple ha appena autorizzato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da circa 93 miliardi di euro e deve ancora completare una parte significativa di un piano precedente. Eliminare il net cash neutral dagli obiettivi dichiarati, però, rende la cornice molto meno rigida. Parekh ha spiegato la nuova posizione in modo piuttosto chiaro: prima vengono tutti gli investimenti necessari a supportare il business, poi si restituisce agli azionisti la liquidità in eccesso. Ha anche riconosciuto che il net cash neutral è stato “un quadro di riferimento prezioso” e che dal 2018 Apple ha ridotto la cassa netta di oltre 93 miliardi di euro.
Il punto centrale è proprio questo: Apple potrà decidere con maggiore libertà se mantenere gli stessi ritmi di restituzione del capitale o se destinare una fetta più ampia delle risorse ad altri obiettivi. Vale la pena ricordare che finora l’azienda non ha mai costruito la propria crescita su grandi acquisizioni. L’operazione più rilevante resta Beats Electronics, acquistata nel 2014 per circa 2,8 miliardi di euro.
Ternus tra prudenza e ambizione: lo scenario AI cambia tutto
Apple ha attraversato molto bene l’era Cook senza operazioni straordinarie, ma Ternus si troverà davanti a uno scenario legato all’AI in rapidissima evoluzione. Se emergerà la necessità di una nuova generazione di dispositivi basati sull’intelligenza artificiale, insieme all’infrastruttura per sostenerli, il futuro CEO avrà bisogno di margine operativo ben diverso. La sua provenienza dal lato prodotto, a differenza di Cook cresciuto nell’area operations, aiuta a leggere il passaggio. La posizione di Ternus sembra collocarsi in una zona intermedia tra la prudenza finanziaria di Jobs e l’impostazione più favorevole agli azionisti di Cook.
