Nvidia ha costruito qualcosa che va ben oltre un dominio tecnologico. Il suo vero superpotere non sta nei miliardi in cassa, ma nella capacità di trasformare ogni grande azienda tech in un fornitore al proprio servizio. E Foxconn, il colosso taiwanese della produzione elettronica, è l’ultimo nome a legarsi mani e piedi al destino del gigante delle GPU. Questa dinamica racconta molto di come funziona oggi l’industria dell’intelligenza artificiale: tutto ruota attorno a Nvidia, e chi vuole restare in partita deve trovare il modo di collaborare.
In questo momento Nvidia sta preparando il lancio di Vera Rubin, una piattaforma di addestramento e inferenza che riunisce hardware di ultima generazione proveniente da aziende come Samsung e TSMC. Jensen Huang, il CEO, ha dichiarato che quest’anno servirebbero tutte le mani disponibili per rispettare gli obiettivi prefissati. Ed è proprio qui che entra in gioco Foxconn. La grande azienda taiwanese è stata scelta da Nvidia come fornitore esclusivo della catena di approvvigionamento per gli equipaggiamenti necessari al sistema Groq 3 LPX. Le due società già collaboravano, ma questo accordo implica un aumento di dieci volte il volume di consegne previsto. E il tutto dovrà essere pronto entro il terzo trimestre del 2026, prima di quanto inizialmente programmato.
Vera Rubin e Groq 3 LPX: cosa cambia nella corsa all’intelligenza artificiale
Questo accordo mette in chiaro le intenzioni di Nvidia. Se fino a poco tempo fa si parlava delle GPU H200, ambite soprattutto dai grandi gruppi tech cinesi, ora la conversazione si è spostata sulla piattaforma Vera Rubin. Parliamo di un sistema capace di gestire sia l’addestramento sia l’inferenza, una caratteristica sempre più cruciale nell’era dell’IA agenticica, quella in cui i modelli operano in modo sempre più autonomo. Secondo Nvidia, il rack Groq 3 LPX offre un rendimento 35 volte superiore nell’inferenza per modelli da un trilione di parametri rispetto alla generazione precedente Blackwell.
Non a caso Intel sta riorientando il proprio business verso i processori Xeon per data center, e le azioni di ARM hanno toccato i massimi storici dopo la presentazione della propria CPU dedicata all’IA. Foxconn concentrerà le risorse sulla piattaforma LPX alimentata da Groq per accelerare la fase di decodifica critica dei modelli di IA agenticica. E oltre a Groq 3 LPX, l’azienda taiwanese è anche uno dei principali fornitori dei cabinet Vera Rubin NVL72. Insomma, Foxconn sta giocando in Champions League. Secondo fonti del settore, le spedizioni dei chip LP30 e LP35 destinati a questi cabinet LPX saranno di 1,5 milioni di unità nel 2026 e di 2,5 milioni nel 2027. In termini pratici, si parla di 6.000 rack quest’anno e 10.000 l’anno prossimo solo con quei chip.
Nvidia come cliente irresistibile: Samsung, TSMC e tutti gli altri in fila
La questione ha due facce. Da una parte c’è Nvidia, che ha trovato nell’intelligenza artificiale un filone talmente ricco da aver di fatto abbandonato quelli che fino a poco tempo fa erano i suoi principali clienti. Lavorare per Nvidia oggi significa garantirsi guadagni finché dura la sua egemonia nell’era dell’IA. Un esempio lampante è Samsung, che ha fatto di tutto per vincere la corsa sulla memoria HBM4 sapendo che, in caso di successo, avrebbe scavalcato la concorrenza nella gara per diventare fornitore di Nvidia. Un altro caso è TSMC. La più grande fonderia di chip al mondo ha avuto per anni Apple come cliente principale, con la certezza che in caso di crisi nella catena di approvvigionamento i chip sarebbero stati garantiti. Ora le cose sono cambiate: chi ha le wafer garantite è Nvidia.
Dall’altra parte, Foxconn, un nome che non compare nelle conversazioni quotidiane sull’IA, si sta accaparrando contratti enormi. Oltre all’esclusiva con Nvidia, l’azienda è fornitrice anche di altri giganti come Google (con le sue TPU), Microsoft e Amazon AWS. Per Google, ad esempio, detiene il 15% della quota di mercato. Il CEO di Foxconn, Liu Yangwei, ha dichiarato che l’azienda è in grado di produrre oltre 1.000 cabinet completi a settimana e che sta lavorando per raddoppiare quella capacità entro fine anno.
