Il divieto dei social media ai minori sta diventando un tema sempre più caldo a livello internazionale, e ora anche il Canada si prepara a fare la sua mossa. Il Manitoba, provincia nel cuore del Paese, potrebbe diventare la prima a introdurre un provvedimento di questo tipo, mettendo nel mirino non solo le piattaforme social ma anche i chatbot basati sull’intelligenza artificiale.
A lanciare la proposta è stato il Primo Ministro del Manitoba, Wab Kinew, con un post pubblicato su X in cui ha annunciato l’intenzione della sua provincia di prendere una posizione netta. Al momento mancano ancora i dettagli concreti del provvedimento, ma il messaggio politico è chiaro: serve una svolta nella protezione dei più piccoli rispetto alle dinamiche che governano il mondo digitale.
Alla base della proposta di Kinew c’è un ragionamento piuttosto diretto. I social media e i chatbot IA, secondo il premier, sono strumenti progettati per catturare l’attenzione degli utenti, non per proteggerla. E quando si parla di bambini, questa differenza diventa un problema serio. L’infanzia dovrebbe essere una fase dedicata all’apprendimento e alla crescita, non allo scorrimento infinito di contenuti pensati per generare profitto. Un concetto semplice, che però in molti governi stanno iniziando a prendere sul serio solo adesso.
Le parole di Kinew e il contesto internazionale
L’annuncio è arrivato durante un evento benefico, dove Kinew ha usato toni molto decisi. Ha dichiarato che queste piattaforme hanno come unico obiettivo i like e il coinvolgimento, senza prestare la minima attenzione ai più piccoli, che finiscono per diventare delle “vittime” del profitto. Il compito della classe politica attuale, ha aggiunto, è quello di garantire alla prossima generazione qualcosa di tanto semplice quanto sempre più raro: il diritto alla libertà di essere bambini.
Parole forti, certo. Ma il Manitoba non si muove in un vuoto. Il numero di governi che hanno deciso di intervenire concretamente per limitare l’accesso dei minori ai social network è in costante crescita. La Turchia ha approvato una legge per limitare l’uso dei social ai minori di 15 anni. La Grecia sta lavorando a un provvedimento simile, con una stretta prevista a partire dal 2027. Anche negli Stati Uniti e in Australia il dibattito è apertissimo, con iniziative legislative già in fase avanzata. Il tema della sicurezza online dei bambini non è più una questione di nicchia, ma un argomento che sta entrando nell’agenda politica di moltissimi Paesi.
La sfida vera: far rispettare il divieto
Resta però un nodo enorme da sciogliere, ed è forse il più complicato di tutti. Anche ammettendo che il divieto dei social ai minori venga approvato in Manitoba, come si può garantire che venga effettivamente rispettato? Qualsiasi restrizione basata sull’età rischia di essere aggirata con una facilità disarmante, e la storia delle regolamentazioni digitali lo dimostra ampiamente. Servono sistemi di verifica dell’età affidabili, che al tempo stesso non compromettano la privacy degli utenti. Un equilibrio difficilissimo da raggiungere.
Il Manitoba si candida comunque a diventare un caso di studio interessante per tutto il Canada e non solo. Se la provincia riuscirà a trasformare le dichiarazioni di Kinew in un provvedimento legislativo concreto e funzionante, potrebbe aprire la strada ad altre province canadesi. Per ora, però, si è ancora alla fase degli annunci, senza un testo di legge né una tempistica definita per l’approvazione del divieto social per i minori nel territorio del Manitoba.
