La domanda legata all’intelligenza artificiale sta letteralmente stravolgendo il mercato dei processori, e i nomi coinvolti sono quelli che ci si aspetta: Intel, AMD e MediaTek. Tutte e tre le aziende stanno spingendo al massimo la produzione di CPU, eppure non basta. I prezzi continuano a salire, i tempi di attesa si allungano e la supply chain scricchiola sotto il peso di una richiesta che non accenna a rallentare. Il punto è semplice: le applicazioni di intelligenza artificiale richiedono una potenza computazionale enorme, e questo ha cambiato le regole del gioco nei datacenter. Il rapporto tra GPU e CPU, che fino a poco tempo fa era di 8:1, è sceso a 4:1 con la prospettiva concreta di arrivare a un equilibrio 1:1. Significa che servono molti più processori rispetto al passato, e servirli tutti non è affatto scontato.
Le mosse di Intel, AMD e MediaTek per tenere il passo
Intel sta concentrando le proprie risorse sulla produzione delle CPU server della linea Xeon, dove la domanda ha toccato i massimi storici. Il problema è che la capacità produttiva ha dei limiti fisici: per dare priorità ai server, l’azienda è costretta a riallocare risorse, lasciando scoperti altri segmenti. Tradotto: chi aspetta processori per PC desktop e notebook potrebbe dover pazientare ancora a lungo.
E qui entra in gioco AMD, che sta approfittando della situazione per guadagnare terreno. La quota di mercato nel settore server sta crescendo in modo significativo, con la possibilità concreta di raggiungere il 50%. Non è poco. AMD si prepara anche al lancio delle nuove CPU EPYC Venice basate su architettura Zen 6, un passo che potrebbe consolidare ulteriormente la posizione dell’azienda.
Nel frattempo, MediaTek guarda con interesse al mercato dei Chromebook, dove le spedizioni previste per il 2026 dovrebbero crescere di oltre il 40%. Un numero notevole, che racconta quanto sia ampio il fronte su cui si gioca questa partita. I tempi di consegna per alcune piattaforme mainstream sono ormai arrivati fino a un anno intero, il che dà la misura di quanto la catena di approvvigionamento sia sotto stress.
I prezzi delle CPU continuano a salire, anche per i consumatori
Chi sperava che i rincari restassero confinati al mondo enterprise deve ricredersi. Le CPU Intel hanno già registrato un aumento del 10% lo scorso anno, seguito da un ulteriore 10% nel mese scorso. E non finisce qui: ulteriori rincari sono previsti nei prossimi trimestri. Questo trend non riguarda soltanto i processori destinati ai datacenter o alle workstation professionali, ma si estende anche alle linee consumer. Significa che l’effetto a cascata dell’intelligenza artificiale arriva fino agli scaffali dei negozi, fino al portatile che qualcuno sta pensando di comprare.
C’è poi un altro attore che merita attenzione: NVIDIA, che sta entrando nel mercato delle CPU con il processore Vera. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza da fornitori esterni per le piattaforme dedicate all’IA, un segnale chiaro di quanto la competizione si stia facendo serrata su tutti i fronti.
