Il servizio Open Stream FWA 5G di Open Fiber ha ottenuto il via libera ufficiale da parte dell’AGCOM. Con la delibera 92/26/CONS, pubblicata l’8 maggio 2026 ma risalente al 14 aprile 2026, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato l’integrazione di questo nuovo servizio nel listino della connettività offerta nelle cosiddette aree bianche. In sostanza, si tratta di un servizio FWA che sfrutta la rete 5G di un operatore mobile partner (il cui nome non viene specificato nei documenti pubblici) per raggiungere le abitazioni che oggi restano escluse dalla copertura FWA tradizionale di Open Fiber.
La vicenda parte da una lettera inviata da Open Fiber all’AGCOM il 5 dicembre 2025, con cui veniva proposta un’integrazione del Listino “C&D” relativo alle aree bianche. Dopo un confronto con gli uffici dell’Autorità, Open Fiber ha ripresentato la proposta il 22 gennaio 2026 con modifiche definite dall’AGCOM “sostanziali”. A seguire, un’audizione il 2 febbraio 2026 e ulteriori precisazioni fornite con lettera del 9 febbraio 2026, in particolare sulle tempistiche di implementazione del servizio.
Come funziona Open Stream FWA 5G e a chi si rivolge
Il cuore della questione è piuttosto tecnico, ma il concetto di fondo è semplice. Open Fiber utilizza le frequenze millimetriche a 26/28 GHz per erogare il suo servizio FWA standard nelle aree bianche. Il problema è che queste frequenze funzionano bene solo quando c’è visibilità diretta tra trasmettitore e ricevitore. Ostacoli come colline, edifici o conformazioni del terreno possono bloccare il segnale, rendendo impossibile l’attivazione del servizio per alcune unità immobiliari.
Open Stream FWA 5G interviene esattamente su questo punto: aggiunge uno strato di copertura 5G su bande di frequenza inferiori ai 5 GHz, fornito dall’operatore mobile partner, capace di superare quegli ostacoli. La soluzione prevede l’utilizzo della miglior tecnologia disponibile sul sito per un arco di venti anni, coerentemente con la durata della concessione di Open Fiber.
Il progetto si articola in due fasi. Nella prima, il servizio viene erogato a Layer 3, dove la gestione degli indirizzi IP e del traffico è affidata all’operatore mobile partner, senza coinvolgimento diretto dell’operatore retail del cliente finale. Nella fase definitiva, prevista nel secondo semestre del 2026, si passa a Layer 2: Open Fiber trasporta i frame Ethernet dal cliente fino a un punto di consegna dell’operatore retail, che così può gestire autonomamente indirizzi IP, routing e politiche di traffico.
Elemento importante: Open Fiber ha precisato che questa soluzione riguarderà circa il 4% delle unità immobiliari previste in copertura FWA. Le abitazioni servite tramite Open Stream FWA 5G saranno chiaramente identificate nel database di vendibilità, garantendo piena trasparenza per gli operatori.
Le condizioni economiche imposte dall’AGCOM
L’Autorità ha giudicato la proposta complessivamente positiva, riconoscendo che rappresenta un miglioramento del listino delle aree bianche e risponde alle finalità del Piano BUL e dei bandi Infratel. Per gli operatori wholesale significa poter finalmente raggiungere clienti che oggi risultano di fatto impossibilitati ad attivare un servizio a banda ultralarga tramite le infrastrutture finanziate dallo Stato.
AGCOM ha comunque posto dei paletti precisi sulle condizioni economiche. Per la fase iniziale a Layer 3, il costo della componente di trasporto e accesso a Internet non potrà superare i 2,5 euro al mese. Per la fase definitiva a Layer 2, il tetto scende a 1,5 euro al mese. I prezzi del servizio Open Stream FWA 5G corrispondono a quelli del servizio “Open Stream FWA” già approvato per le aree bianche, e il servizio sarà offerto da Open Fiber direttamente agli operatori in modalità wholesale, con la gestione delle attivazioni e delle linee dell’operatore mobile partner affidata a Open Fiber stessa.
Con il comma 2 della delibera 92/26/CONS, AGCOM ha stabilito che Open Fiber dovrà applicare condizioni economiche non superiori ai valori indicati dall’Autorità nel provvedimento.
