Capita di trovarsi con un PC praticamente al collasso in termini di spazio libero e non capirne il motivo. È quello che può succedere quando Windows 11 decide, in autonomia, di riempire il disco con app fantasma che nessuno ha mai chiesto, mai aperto e che nemmeno compaiono tra i programmi installati. Giochi come Candy Crush, Disney Magic Kingdoms, March of Empires, Hidden City, Minecraft UWP e altri titoli simili, capaci di occupare decine e decine di gigabyte senza dare il minimo segnale della propria presenza.
Il problema emerge chiaramente analizzando il contenuto della cartella C:Program FilesWindowsApps con uno strumento come WinDirStat. Su una macchina Windows 11 Pro, utilizzata esclusivamente per finalità lavorative, questa cartella può risultare incredibilmente pesante. E la cosa più frustrante è che, aprendo la sezione “App installate” nelle impostazioni di sistema, di quei giochi non c’è traccia. Nessun modo di disinstallarli con gli strumenti classici. Fantasmi, appunto.
Perché Windows 11 installa app senza chiedere il permesso
La risposta sta in un meccanismo chiamato Consumer Experience, un insieme di funzionalità integrate nel sistema operativo che distribuisce in automatico contenuti suggeriti, applicazioni popolari e servizi digitali. Questo componente si appoggia al servizio di distribuzione contenuti (Content Delivery Manager), al provisioning delle app e all’integrazione con il Microsoft Store, lavorando in sinergia e in background.
Windows 11 può quindi scaricare e preparare pacchetti applicativi, inserirli nella cartella WindowsApps e, in certi casi, installarli automaticamente per l’utente corrente o per i nuovi profili. Il punto critico è la distinzione tra app effettivamente installate e app semplicemente predisposte nel sistema. Una app può esistere fisicamente sul disco, occupare spazio reale, ma non risultare visibile nell’elenco tradizionale delle applicazioni.
C’è poi un altro aspetto fondamentale: il provisioning. Windows può contenere pacchetti cosiddetti “provisioned”, cioè pronti per essere caricati automaticamente quando viene creato un nuovo profilo utente. Se un pacchetto compare nell’elenco restituito dal comando PowerShell Get-AppxProvisionedPackage, il sistema lo considera parte dell’immagine online e lo installa per ogni nuovo account, senza bisogno di conferme manuali. Le policy che bloccano il caricamento di app indesiderate, tra l’altro, funzionano a livello di singolo account utente (ramo HKEYCURRENTUSER) e non a livello globale, il che rende il problema ancora più insidioso su PC con più account.
Come rimuovere le app fantasma e bloccarle per sempre
Per eliminare queste applicazioni indesiderate, il primo passo è identificare i pacchetti che occupano spazio nella cartella WindowsApps. Fatto questo, bisogna aprire una finestra PowerShell con privilegi di amministratore (Windows+X, Terminale Admin) e lanciare due comandi chiave. Il primo rimuove i pacchetti per tutti gli utenti:
Get-AppxPackage -AllUsers | Where-Object Name -match “Candy|Disney|March|HiddenCity|Minecraft” | Remove-AppxPackage -AllUsers
Il secondo agisce direttamente sull’immagine del sistema operativo, impedendo che quelle app vengano predisposte per i nuovi utenti:
Get-AppxProvisionedPackage -Online | Where-Object DisplayName -match “Candy|Disney|March|HiddenCity|Minecraft” | Remove-AppxProvisionedPackage -Online
Se dopo questa operazione restano cartelle residue in WindowsApps, significa che i pacchetti sono stati rimossi a livello logico ma non fisico. Per ripulire del tutto, servono tre comandi (sempre da PowerShell amministratore) che prendono possesso della cartella, assegnano i permessi e la cancellano. Attenzione però: questi comandi vanno usati solo sulle directory verificate come effettivamente inutilizzate, mai alla cieca sull’intera cartella.
Una volta ripulito il sistema, resta fondamentale prevenire future reinstallazioni. La chiave di registro più importante da impostare è quella che disattiva la Consumer Experience:
reg add “HKLMSOFTWAREPoliciesMicrosoftWindowsCloudContent” /v DisableWindowsConsumerFeatures /t REGDWORD /d 1 /f
Per impedire i download automatici dal Microsoft Store senza intervento dell’utente, si aggiunge:
reg add “HKLMSOFTWAREPoliciesMicrosoftWindowsStore” /v AutoDownload /t REGDWORD /d 2 /f
Per completare il lavoro, è possibile intervenire anche sul profilo di default (caricando temporaneamente l’hive con reg load) e sull’utente attualmente in uso tramite le chiavi HKCU, disattivando tutte le voci relative a SilentInstalledAppsEnabled, PreInstalledAppsEnabled e le varie SubscribedContent. Senza questo passaggio aggiuntivo sul profilo corrente, il sistema potrebbe continuare a proporre o installare contenuti indesiderati anche se i nuovi account risultano già protetti.
