Un nuovo DRM applicato ai giochi PS4 e PS5 sta facendo discutere parecchio la community PlayStation. Stando a numerose segnalazioni, confermate apparentemente anche dal supporto tecnico PlayStation, Sony avrebbe introdotto un sistema di protezione che richiede una connessione online ogni trenta giorni per verificare la validità delle licenze di tutti i titoli digitali acquistati dopo l’aggiornamento di marzo 2026.
A portare alla luce la questione è stato il modder Lance McDonald, che alcuni giorni fa ha avvisato gli utenti dell’esistenza di questo nuovo meccanismo. Il funzionamento è piuttosto semplice: chi ha comprato giochi su PlayStation Store nelle ultime settimane deve collegare la propria console a internet almeno una volta ogni trenta giorni, altrimenti la licenza d’uso viene temporaneamente revocata e il gioco potrebbe rifiutarsi di avviarsi.
Dettaglio importante: il DRM su PS4 e PS5 non sembra avere effetto retroattivo. I titoli acquistati prima dell’aggiornamento di marzo non sono coinvolti. Inoltre, non è possibile aggirare la restrizione impostando la console come “principale”, una soluzione che invece funziona normalmente per le condivisioni di giochi tra account.
La reazione della community e il precedente di Xbox One
Per quanto oggi sia difficile immaginare qualcuno che non colleghi la propria console a internet per più di un mese, la notizia non è stata accolta benissimo. A preoccuparsi sono soprattutto gli appassionati di preservazione videoludica, che vedono in questo tipo di restrizioni un rischio concreto per la fruibilità futura dei giochi digitali.
C’è poi un aspetto decisamente ironico in tutta la vicenda. Il DRM introdotto da Sony ricorda molto da vicino quello che la stessa casa giapponese aveva pesantemente criticato ai tempi del lancio di Xbox One. All’epoca, la politica di Microsoft sulla connessione obbligatoria fu uno dei fattori che permise a PS4 di costruire un vantaggio enorme in termini di vendite. Ritrovarsi oggi dalla parte opposta della barricata è quantomeno curioso.
Attivazione accidentale? Le voci e la risposta del supporto
Nelle ultime ore ha iniziato a farsi strada un’ipotesi alternativa: il DRM su PS4 e PS5 potrebbe essere stato attivato per errore. Secondo alcune voci, Sony avrebbe applicato accidentalmente il sistema di verifica con l’ultimo aggiornamento di PS5, nel tentativo di risolvere altri problemi. Stando a questa ricostruzione, il meccanismo esisterebbe già da tempo ma sarebbe stato pensato esclusivamente per gestire le licenze dei giochi concessi gratuitamente per periodi limitati, non per tutti i titoli acquistati regolarmente.
A rendere il quadro più confuso ci pensa proprio il supporto tecnico PlayStation, che in una comunicazione descrive la funzionalità in modo piuttosto chiaro ma anche difficile da interpretare in senso positivo. Viene specificato che il timer di trenta giorni si applica a tutti i nuovi acquisti digitali effettuati dopo l’aggiornamento di marzo 2026. Se la console non si connette a internet entro quel periodo, la licenza scade e il gioco potrebbe non avviarsi fino al ripristino della connessione. Il supporto precisa anche che impostare una console come “principale” non aggira il requisito e che il periodo di trenta giorni rappresenta un periodo di validità, non una restrizione dell’account.
