Quando si parla del garage di Eric Bana, ci si aspetterebbe la solita collezione da star hollywoodiana piena di supercar moderne e fiammanti. E invece no. L’attore australiano, che tutti ricordano per il ruolo di Hulk nel film del 2003 (prima che Mark Ruffalo prendesse il testimone nell’universo Marvel), per pellicole come Troy e Munich, nasconde da decenni una passione viscerale e genuina per le auto d’epoca. Bana restaura classiche con le proprie mani, gareggia e capisce di meccanica come pochissimi nel mondo dello spettacolo.
La cosa interessante è che l’attore ha sempre rifiutato l’etichetta di collezionista. E in effetti, nonostante dal suo garage siano passate nel tempo auto del calibro di Ferrari e persino una leggendaria Mercedes ad ali di gabbiano, la filosofia è sempre stata quella di tenere pochi veicoli, scelti con cura maniacale e legati a un rapporto emotivo autentico. Non è la quantità a fare la differenza, ma il carattere di ogni singola vettura.
The Beast: il cuore pulsante della collezione
Il pezzo forte del garage di Eric Bana ha un nome che dice tutto: “The Beast”. Si tratta di una Ford Falcon XB GT, un V8 australiano che ha segnato un’intera generazione e che è ormai parte della storia dell’automobilismo locale. Bana la comprò quando era ancora un adolescente a Melbourne, e da allora non se ne è mai separato.
Il legame tra l’attore e quella macchina è così profondo che ci è stato costruito sopra un documentario, Love The Beast, in cui Bana racconta la relazione con la Falcon e il brutto incidente alla Targa Tasmania del 2007, quando l’auto andò a sbattere contro un albero rimanendo distrutta. Fu poi ricostruita, perché venderla non è mai stata un’opzione contemplata.
Ma nel garage c’è spazio anche per l’eleganza europea. L’attore ha dichiarato più volte la propria devozione per Porsche, marchio con cui ha anche gareggiato. Tra i pezzi più pregiati spicca una splendida Porsche 356 Speedster, una delle decappottabili più desiderate nel panorama delle classiche. La acquistò prima che le quotazioni esplodessero, la considera una delle gemme più preziose della collezione e la conserva in condizioni impeccabili.
Dall’America degli anni ’50 alle due ruote italiane
Il lato più americano del garage lo rappresenta una Ford F-100 restaurata rispettando fedelmente la configurazione originale. Niente restomod moderno: sotto il cofano lavora ancora il motore V8 Y-block da 4,5 litri, con una potenza che all’epoca si aggirava intorno ai 130 CV, abbinato al cambio manuale a tre marce sul piantone dello sterzo. Un pick-up semplice, robusto, con quel feeling autentico degli anni Cinquanta che nessuna replica potrà mai restituire.
E poi, come ogni vero appassionato di motori che si rispetti, Eric Bana non si limita alle quattro ruote. Nel suo garage trova posto anche una rarissima Ducati 748RS, una superbike prodotta in tiratura estremamente limitata e pensata esclusivamente per l’uso in pista. Un esemplare difficile da trovare persino tra i collezionisti più accaniti. Con le risorse a disposizione, Bana potrebbe riempire qualsiasi spazio di hypercar e modelli da copertina. Ha scelto invece auto con una storia alle spalle, con personalità e con ricordi legati a doppio filo alla propria vita. Pochi pezzi, ognuno con un significato preciso.
