Lo smartphone di OpenAI non è più solo una voce di corridoio: secondo fonti autorevoli legate alla catena di approvvigionamento, l’azienda guidata da Sam Altman sta lavorando in gran segreto a un telefono cellulare tutto suo. Una mossa che, se confermata nei termini trapelati, rappresenterebbe uno scontro frontale con Apple e con l’intero mercato della telefonia mobile così come lo conosciamo oggi.
Perché OpenAI vuole costruire un telefono
La notizia arriva dall’analista Ming-Chi Kuo, figura molto nota e considerata attendibile nel mondo tech, che ha condiviso le sue scoperte sulla piattaforma X. Stando alle verifiche di Kuo, il progetto dello smartphone di OpenAI sarebbe già in una fase di pianificazione piuttosto avanzata. E non si tratterebbe del solito telefono Android con qualche funzione in più. L’idea è molto più radicale: abbandonare completamente il modello classico fatto di icone e app da aprire una alla volta, per sostituirlo con un’interfaccia basata su agenti IA che gestiscono tutto in modo fluido e continuo.
Ma perché un telefono, tra tutti i dispositivi possibili? La questione è meno banale di quanto sembri. Uno smartphone è, ad oggi, l’unico oggetto tecnologico capace di raccogliere in tempo reale una quantità enorme di dati sul contesto di chi lo usa: posizione, abitudini, comunicazioni, attività fisica. Tutti input che per un assistente virtuale davvero evoluto sono fondamentali. Senza quel flusso costante di informazioni ambientali e personali, un’intelligenza artificiale proattiva resta poco più che un chatbot glorificato.
Secondo le analisi emerse, per offrire un’esperienza senza compromessi servirebbe il controllo totale sia del sistema operativo che dell’hardware. Un ecosistema chiuso, magari affiancato da un modello in abbonamento, aprirebbe anche la strada a una community di sviluppatori costruita attorno a questi nuovi agenti autonomi. Lo stesso Sam Altman, non a caso, ha scritto di recente sui social che è arrivato il momento di “ripensare seriamente al design delle interfacce utente e dei sistemi operativi”.
Chi costruirà lo smartphone di OpenAI e quando arriverà
Sul fronte produttivo, le cose si stanno già muovendo. MediaTek e Qualcomm sarebbero i partner scelti per la fornitura dei chip, mentre l’assemblaggio fisico verrebbe affidato in esclusiva a Luxshare Precision Industry. Per quest’ultima, il progetto rappresenta un’occasione importante per diversificare il proprio business e ridurre la dipendenza storica dalla filiera produttiva di Apple.
Per quanto riguarda i tempi, la produzione di massa dello smartphone di OpenAI dovrebbe partire nel 2028. I dettagli definitivi sui processori e la lista completa dei fornitori verranno definiti tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027. Insomma, non è qualcosa di imminente, ma la macchina organizzativa si è messa in moto con partnership di primissimo livello.
