Il progetto di un iPhone tutto schermo è probabilmente il traguardo estetico e tecnologico più ambizioso che Apple si sia mai posta. Il piano, legato al modello pensato per il ventesimo anniversario di iPhone, punta a eliminare qualsiasi elemento visibile dalla superficie frontale: niente fori, niente tacche, niente interruzioni. Una superficie continua, pulita, senza compromessi. Un po’ quello che successe con iPhone X nel 2017, quando Apple ridisegnò completamente il concetto stesso di smartphone. Solo che stavolta la sfida è ancora più grande. E la tecnologia, a quanto pare, non sarebbe ancora del tutto pronta per sostenere un’ambizione del genere.
Le difficoltà riguardano componenti fondamentali, proprio quelli che dovrebbero rendere possibile un design così radicale. E queste complessità starebbero rallentando lo sviluppo al punto da costringere l’azienda a prendere in considerazione soluzioni meno estreme rispetto alla visione originale.
Un display completamente ripensato, dalla curvatura allo spessore
Al centro del progetto ci sarebbe un pannello OLED micro curvo su tutti e quattro i lati, sviluppato in collaborazione con Samsung. Le curvature sarebbero molto più contenute rispetto ai vecchi display “waterfall” visti su alcuni smartphone Android, pensate per dare un effetto visivo di continuità senza provocare distorsioni evidenti nei contenuti. L’obiettivo è migliorare anche la presa in mano e l’interazione con i gesti laterali.
C’è poi un altro aspetto tecnico importante: l’adozione di un’architettura chiamata “pol less”, cioè priva del tradizionale strato polarizzatore. Tecnologie come il Color Filter on Encapsulation permetterebbero di ridurre lo spessore complessivo del pannello e far passare più luce, aumentando la luminosità e riducendo i consumi. Tutto molto bello sulla carta, ma togliere il filtro polarizzatore introduce problemi nuovi. I riflessi diventano più difficili da gestire, e per compensare Apple starebbe lavorando su trattamenti antiriflesso di nuova generazione e su sistemi di diffusione della luce in grado di uniformare la resa su tutta la superficie dello schermo.
Il nodo vero: fotocamera frontale e Face ID sotto il display
Qui si arriva al punto dolente. Perché la parte più complicata dell’intero progetto dell’iPhone tutto schermo non riguarda il pannello in sé, ma quello che ci deve stare sotto. L’integrazione dei sensori sotto lo schermo esiste già nel mercato da qualche anno, eppure la qualità fotografica offerta da queste soluzioni non è ancora paragonabile a quella delle fotocamere frontali tradizionali. E per Apple questo è un problema serio. La resa dei selfie non viene considerata un dettaglio marginale, ma una componente centrale dell’esperienza iPhone. Accettare anche un piccolo peggioramento significherebbe compromettere la coerenza complessiva del prodotto.
Fonti asiatiche confermano che la posizione interna sarebbe piuttosto rigida: nessun compromesso sulla qualità della fotocamera frontale né sulle prestazioni di Face ID. Se il livello non è allineato agli standard attuali, la soluzione viene rimandata. E proprio Face ID sotto il display rappresenterebbe un altro ostacolo, con tempi di riconoscimento che al momento non raggiungono quelli garantiti dall’attuale implementazione.
