Le schede video contraffatte hanno raggiunto un livello di qualità che lascia davvero senza parole. Un caso documentato di recente racconta una truffa così ben orchestrata da mettere in difficoltà persino i tecnici più esperti del settore. La vittima ha acquistato su eBay quella che sembrava una Asus ROG Strix RTX 4090 perfettamente legittima, con il venditore che dichiarava la provenienza da un lotto Amazon. Peccato che la scheda, una volta collegata, non venisse nemmeno riconosciuta da nessun computer. Altro che funzionare.
A un primo sguardo, il PCB appariva pulito, senza difetti visibili né segni di manomissione. Tutto sembrava in ordine. Ma un’analisi più approfondita ha rivelato la realtà: sia il chip grafico sia i moduli di memoria erano completamente falsi. Le superfici originali dei componenti erano state levigate con cura per cancellare qualsiasi incisione o codice identificativo, e poi rigenerate con incisioni laser capaci di riprodurre alla perfezione l’aspetto dei chip NVIDIA autentici. Il core riportava la sigla “AD102-300-A1”, quella delle vere RTX 4090 basate su architettura Ada Lovelace, mentre i chip di memoria mostravano serigrafie GDDR6X del tutto plausibili. Nessun residuo di flussante, nessun segno evidente che potesse far scattare un campanello d’allarme.
Un lavoro che richiede strumenti industriali
Solo grazie a un microscopio è stato possibile notare che alcune saldature risultavano alterate. Verifiche successive hanno poi evidenziato segni compatibili con un lavaggio ultrasonico del PCB e, soprattutto, la rimozione fisica dello strato superficiale dei chip, ricostruiti successivamente con incisioni laser. I tecnici che hanno analizzato la scheda video contraffatta non hanno usato mezzi termini: riconoscere la truffa a occhio nudo è praticamente impossibile.
Ed è proprio questo il punto più inquietante. Un’operazione di questo tipo, per complessità e precisione, non può essere il lavoro di singoli truffatori o di piccoli laboratori artigianali. L’ipotesi più accreditata punta verso una produzione su scala industriale. Si parla di laboratori professionali che già normalmente si occupano di modificare schede grafiche e acceleratori, per esempio montando quantità maggiori di VRAM sulle GPU gaming GeForce di fascia alta per renderle idonee all’uso in server di intelligenza artificiale locali.
Il legame con il mercato nero delle GPU
Non è un caso che questo fenomeno stia emergendo proprio adesso. Come il proibizionismo insegnava ormai quasi un secolo fa, il blocco statunitense sull’esportazione di GPU verso la Cina ha fatto proliferare un mercato nero estremamente florido, per quanto ovviamente illegale, che ruota attorno all’aggiramento del ban. Le competenze tecniche accumulate in quel contesto trovano ora applicazione anche nella contraffazione di schede video destinate ai consumatori comuni, con risultati che rendono la distinzione tra autentico e falso una sfida quasi impossibile. Il consiglio, per chi acquista componenti di questo valore, è di affidarsi esclusivamente a rivenditori ufficiali e canali verificati, perché una RTX 4090 comprata a prezzo sospetto potrebbe rivelarsi nient’altro che un costoso fermacarte.

