Prezzi schede grafiche gaming: dopo settimane di rincari e incertezze legate alla crisi dei chip di memoria, qualcosa sembra finalmente muoversi nella direzione giusta. Non si parla di miracoli, sia chiaro, ma almeno il trend al rialzo pare essersi fermato. Una piccola boccata d’ossigeno per chi aspettava il momento giusto per mettere mano al portafoglio.
Prezzi schede grafiche gaming: la stabilizzazione non è un ritorno alla normalità
Stando ai dati più recenti raccolti a livello globale, i prezzi delle schede grafiche si sono più o meno stabilizzati rispetto ai mesi scorsi. Attenzione però a non fraintendere: stabilizzati non vuol dire tornati alla normalità. Significa solo che hanno smesso di salire. E già questo, visti i tempi, è qualcosa. Le schede restano ben al di sopra del loro prezzo di listino, con una media generale che si attesta intorno al +16%. La forbice oscilla tra il +5% e il +25% a seconda dei prodotti e dei mercati considerati.
Perché i prezzi hanno smesso di correre? La ragione principale è piuttosto semplice: la domanda è crollata in modo netto. I dati provenienti dai rivenditori parlano di vendite inferiori alla media storica, con magazzini che stanno ancora smaltendo stock acquistato nei periodi precedenti. Del resto, con prezzi così gonfiati, la voglia di comprare si riduce parecchio. È facile immaginare che gli acquisti si siano limitati allo stretto necessario: chi si ritrova con una scheda guasta e non può farne a meno, per esempio, compra. Gli altri aspettano.
La crisi delle memorie blocca il calo dei prezzi
In una situazione normale, un crollo della domanda di questa portata spingerebbe i produttori a introdurre incentivi e riduzioni di prezzo per liberare i magazzini. Peccato che stavolta non funziona così. La crisi delle memorie, alimentata dalla domanda enorme di DRAM e NAND proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale, impedisce qualsiasi discesa significativa. Le nuove forniture arrivano spesso a costi uguali o addirittura superiori rispetto allo stock precedente. Un ritorno ai prezzi di listino, in queste condizioni, resta un miraggio. Scendere sotto? Impensabile.
C’è poi un dato curioso che riguarda gli Stati Uniti, storicamente tra i mercati dove le schede grafiche gaming costavano meno. Oggi si trovano tra le aree più colpite dai rincari, con un +22% diffuso su tutta la gamma. Un ribaltamento notevole rispetto al passato.
Schede economiche più accessibili, fascia alta fuori portata
Chi cerca qualche spiraglio lo può trovare guardando verso il basso. Essendo la crisi strettamente legata alla VRAM, le schede grafiche più economiche, quelle con poca memoria a bordo, sono anche quelle con i prezzi relativamente più accessibili. Per chi non ha esigenze estreme, insomma, qualcosa di decente si trova ancora senza svenarsi del tutto.
Discorso completamente diverso per la fascia alta. Chi punta a una RTX 5090 deve mettere in conto non solo prezzi decisamente salati, ma anche la difficoltà concreta di trovarla disponibile a cifre ragionevoli. E come se non bastasse, il mercato è pieno di prodotti contraffatti che rendono tutto ancora più complicato.
