Le proteste di chi aveva comprato un robot Neato alla fine qualcuno le ha ascoltate davvero. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ufficializzato l’avvio di un’istruttoria nei confronti di Vorwerk, e più precisamente di Vorwerk Management s.r.l. e Vorwerk Italia s.a.s., contestando una pratica commerciale scorretta. Il punto centrale della questione riguarda lo spegnimento dell’infrastruttura cloud che faceva funzionare i robot Neato, una decisione che ha privato questi dispositivi di funzionalità essenziali, rendendoli di fatto quasi inutilizzabili se non in modalità manuale.
Non è certo la prima volta che succede qualcosa del genere, e purtroppo non sarà neanche l’ultima. Nel mondo della smart home sono sempre di più i dispositivi che si appoggiano a server remoti per svolgere le loro funzioni principali. Il problema è evidente: quando l’azienda decide di spegnere quei server, il prodotto perde la sua utilità. È una forma di obsolescenza su cui chi acquista non ha alcun tipo di controllo, e che costringe a cercare un sostituto, con una nuova spesa da affrontare senza che nessuno lo avesse messo in conto.
Cosa contesta l’AGCM a Vorwerk
L’Autorità cita gli articoli 20, 21, 22 e 24 del Codice del consumo, sostenendo che la condotta di Vorwerk potrebbe configurarsi come pratica commerciale ingannevole e aggressiva. La logica è semplice: interrompere il funzionamento dei sistemi software di un apparecchio ancora perfettamente funzionante dal punto di vista hardware equivale a modificare in modo radicale la natura, le caratteristiche e il valore del prodotto stesso, ostacolandone la fruizione da parte di chi lo ha regolarmente acquistato.
Chi aveva scelto un robot della gamma Neato, del resto, lo aveva fatto senza immaginare che potesse essere abbandonato al suo destino. Il marchio era stato acquisito nel 2017 dal gruppo tedesco Vorwerk, e nessuno poteva ragionevolmente prevedere che la piattaforma cloud sarebbe stata semplicemente dismessa, lasciando gli utenti con un dispositivo svuotato delle sue capacità principali.
Il comunicato dell’AGCM riporta inoltre che, il giorno precedente all’annuncio, i funzionari hanno svolto un’ispezione nelle sedi di Vorwerk Management s.r.l. e Vorwerk Italia s.a.s., con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
Quale scenario si apre adesso per gli utenti Neato
Con tutta probabilità, tra qualche mese l’AGCM comunicherà l’esito dell’istruttoria. Lo scenario più plausibile è che venga data ragione agli utenti che hanno protestato, con l’elevazione di una sanzione nei confronti delle società coinvolte. Resta però un nodo difficile da sciogliere: anche nel caso di un pronunciamento favorevole, si tratterebbe comunque di una magra consolazione. Difficilmente potranno essere adottate misure concrete in grado di riportare i robot Neato alle loro condizioni originali di funzionamento. Il marchio Neato non esiste più, e la sua piattaforma cloud nemmeno.
