La questione di dove si posizioni Stranger Things – Storie dal 1985 nella timeline complessiva della saga è meno complicata di quanto si potrebbe pensare. Chi segue la serie sa bene che il mondo di Hawkins ha una cronologia piuttosto articolata, fatta di stagioni che coprono anni diversi e sottotrame che si intrecciano in modi non sempre lineari. Eppure, per una volta, la collocazione temporale di questo nuovo capitolo è abbastanza chiara e non richiede mappe mentali particolarmente elaborate.
Stranger Things – Storie dal 1985, come suggerisce il titolo stesso, è ambientato nel 1985. Questo lo piazza esattamente nel periodo coperto dalla terza stagione della serie principale. Per chi ha bisogno di un ripasso veloce: la prima stagione è ambientata nel 1983, la seconda nel 1984, la terza appunto nel 1985. Il racconto animato si inserisce quindi in un momento molto specifico della storia, quello dello Starcourt Mall, dell’estate più calda e pericolosa che i protagonisti abbiano mai vissuto e degli eventi legati al Mind Flayer.
Come si inserisce nella storia che già conosciamo
Non si tratta di un prequel che esplora epoche sconosciute, né di un sequel che porta avanti la trama oltre i confini delle stagioni live action. È un progetto che si muove dentro un territorio già battuto, ma con la libertà narrativa che il formato animato consente. Questo significa che gli eventi raccontati coesistono con quelli della terza stagione, offrendo prospettive diverse o momenti collaterali rispetto a quello che il pubblico ha già visto.
Per chi si stesse chiedendo se serve aver visto tutte le stagioni prima di approcciarsi, la risposta è che una conoscenza almeno della terza stagione aiuta parecchio a orientarsi. Il contesto narrativo è quello: Hawkins in piena estate, i ragazzi che crescono, le tensioni con il Sottosopra che non si placano mai del tutto. Il fatto che il titolo dichiari apertamente l’anno di ambientazione è già di per sé un segnale di trasparenza rispetto alla collocazione temporale.
Una timeline meno intricata del previsto
Uno degli aspetti più apprezzabili di questo progetto è proprio la sua semplicità nel posizionarsi all’interno di un universo che, negli anni, ha accumulato parecchia complessità narrativa. L’ambientazione nel 1985 funziona come un punto fermo, qualcosa di familiare e riconoscibile per il pubblico affezionato.
Stranger Things – Storie dal 1985 si colloca quindi nel cuore della saga di Hawkins, in un periodo che i fan conoscono bene e che non lascia spazio a grandi ambiguità temporali. Il formato animato apre possibilità creative diverse rispetto alla serie in live action, ma l’ancoraggio alla timeline resta solido e dichiarato fin dal titolo.
