Arrivano novità importanti per chi usa Spotify e vuole sapere qualcosa di più della musica che ascolta ogni giorno. La piattaforma svedese ha presentato tre funzioni inedite pensate per andare oltre il semplice play: scoprire chi ha scritto un brano, da dove arriva, quali campionamenti nasconde. Niente di rivoluzionario, certo, ma si tratta di aggiunte concrete che potrebbero cambiare parecchio il rapporto con la musica dentro l’app. Il punto dolente, però, è sempre lo stesso: non tutto è disponibile in Italia, almeno per adesso.
La prima novità si chiama About the Song. È una funzione ancora in beta che mostra delle schede scorrevoli con il contesto culturale e le curiosità che si nascondono dietro un brano: l’ispirazione dell’artista, i retroscena della produzione, il momento storico in cui il pezzo è nato. Le informazioni vengono da fonti terze rielaborate e non sono prodotte direttamente da Spotify. Per accedervi basta aprire la schermata Now Playing nell’app mobile e scorrere verso il basso. Il problema è che al momento About the Song è riservata solo agli utenti Premium di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Indonesia, Singapore, Nigeria e Sudafrica. L’Italia, come si può notare, non compare nella lista.
DJ conversazionale e SongDNA: cosa cambia nell’esperienza di ascolto
La seconda novità riguarda il DJ di Spotify, quella funzione che crea sessioni di ascolto personalizzate accompagnate da commenti audio. Adesso diventa più interattivo: è possibile fargli domande mentre si ascolta, chiedere raccomandazioni oppure informazioni sul brano in riproduzione, tutto direttamente dalla homepage dell’app. Anche in questo caso, però, siamo in fase beta e la stessa Spotify avverte che le risposte potrebbero non essere sempre accurate. Il lancio parte in inglese per gli utenti Premium con più di 18 anni residenti in USA, Irlanda e Svezia. Niente Italia, niente lingua italiana.
Ma la funzione che sulla carta risulta più affascinante è senza dubbio SongDNA. Si tratta di una mappa interattiva visibile nel Now Playing che mostra i campionamenti, le cover e le influenze creative dietro ogni brano. A alimentarla è WhoSampled, il celebre database di campionamenti che Spotify ha acquisito, e che permette di risalire alle origini di un pezzo o di scoprire chi ha campionato cosa nel corso dei decenni. L’idea ha molto senso, perché Spotify ha sempre puntato forte sulla scoperta musicale, e SongDNA aggiunge uno strato di contesto storico che altre piattaforme, come Apple Music, non offrono in modo altrettanto strutturato. Anche SongDNA è riservata agli utenti Premium, ma Spotify non ha ancora comunicato una lista precisa dei mercati supportati al lancio.
