Il Sole sembra una costante assoluta, una presenza fissa nel cielo da oltre cinque miliardi di anni. Eppure, anche la nostra stella ha i suoi momenti di crisi. E uno di questi momenti, forse il più misterioso, ha a che fare con un periodo in cui il Sole si spense per 70 anni, o almeno così pareva. Ora, grazie a un’antica osservazione, quel mistero potrebbe finalmente avere una spiegazione.
La nostra stella attraversa fasi di cambiamento ben definite: cicli di circa 11 anni in cui l’attività solare cresce e diminuisce, alternando periodi di grande energia a fasi più tranquille. È un ritmo che gli scienziati studiano da secoli, ma che nasconde ancora zone d’ombra. Una delle più affascinanti riguarda il cosiddetto minimo di Maunder, un intervallo compreso grossomodo tra il 1645 e il 1715 durante il quale le macchie solari praticamente scomparvero dalla superficie del Sole. Per decenni, quel fenomeno è stato uno degli enigmi più ostinati dell’astrofisica.
L’osservazione di Keplero che cambia tutto
La chiave per rileggere quell’epoca arriva da molto più lontano del previsto. Un’osservazione del 1607, attribuita a Giovanni Keplero, sta riscrivendo la comprensione che abbiamo dei cicli solari e del comportamento della nostra stella in quel lungo periodo di apparente silenzio. Keplero, già celebre per le sue leggi sul moto dei pianeti, annotò e documentò ciò che vedeva nel cielo con una precisione straordinaria per la sua epoca. Quel disegno, rimasto per secoli poco più di una curiosità storica, si è rivelato una fonte scientifica di enorme valore.
Il punto è che il Sole non si “spense” davvero, ovviamente. Ma la drastica riduzione dell’attività solare durante il minimo di Maunder fu così pronunciata che gli astronomi dell’epoca registrarono pochissime macchie solari sulla superficie della stella. Questo portò a lungo gli studiosi a credere che i cicli solari si fossero interrotti del tutto, come se il meccanismo interno del Sole avesse smesso di funzionare per circa 70 anni.
L’osservazione di Keplero, però, suggerisce qualcosa di diverso. Quel documento del 1607 indica che l’attività solare era presente anche prima e durante le fasi iniziali di quel periodo anomalo, il che cambia parecchio la prospettiva. Non si trattava di un arresto completo, ma piuttosto di un calo drammatico che comunque manteneva una certa ciclicità, per quanto debole e irregolare.
Capire cosa accadde realmente al Sole durante quei decenni non è solo un esercizio accademico. Il minimo di Maunder coincise con un periodo di freddo intenso in Europa, noto come “Piccola era glaciale”, e comprendere meglio il legame tra attività solare e clima terrestre resta una delle sfide più rilevanti della scienza moderna. Se i cicli solari non si interruppero mai del tutto, ma si indebolirono soltanto, il modello con cui gli scienziati ricostruiscono il passato della nostra stella va aggiornato.
