Warren Buffett è probabilmente il nome più iconico che si possa associare al mondo degli investimenti. E anche uno degli azionisti più famosi di Apple. Attraverso la sua società, Berkshire Hathaway, è riuscito a costruire una partecipazione nella compagnia di Cupertino che in un dato momento ha raggiunto un valore stimato di circa 160 miliardi di euro. Un impero finanziario che però non racconta tutto di quest’uomo di 95 anni, perché la vera sorpresa arriva quando si scopre cosa mangia ogni singolo giorno. Spoiler: niente insalate, niente smoothie proteici, niente superfoods.
Qualche mese fa Buffett ha fatto parlare di sé per uno dei movimenti più discussi a Wall Street: la vendita di oltre la metà delle sue azioni Apple, per un controvalore superiore ai 460 milioni di euro. Una mossa che ha lasciato perplessi molti analisti. Poi, a marzo 2026, lo stesso Buffett ha ammesso pubblicamente di aver venduto troppo presto e che Apple resta una delle migliori idee della sua carriera di investitore. Una frase che suona quasi come una dichiarazione d’amore verso il colosso tecnologico. Del resto, come ripete spesso: “Il prezzo è quello che paghi, il valore è quello che ottieni”. E le sue decisioni hanno sempre una prospettiva a lungo termine che pochi riescono ad anticipare.
Il suo fiuto per gli affari non si limita alla tecnologia. Buffett ha deciso di puntare anche su qualcosa di più vicino alle sue abitudini alimentari, acquistando 1,28 milioni di azioni di Domino’s Pizza. Un investimento che ha provocato un rialzo del 7,94% nel titolo della catena di pizzerie nel giro di poche ore.
La dieta che sfida ogni logica medica
Ora, se pensiamo alla salute e alla longevità, di solito vengono in mente immagini di cibi sani, porzioni controllate, magari qualche integratore. Tim Cook, per dire, cerca di curare la sua alimentazione e ha confessato che il suo unico “peccato” è il cioccolato. Steve Jobs, al contrario, mangiava quasi esclusivamente frutta e verdura, evitando lo zucchero come la peste. Con Warren Buffett siamo all’estremo opposto dello spettro.
“Ho consultato le tabelle statistiche e ho scoperto che il tasso di mortalità più basso è tra i bambini di sei anni. Così ho deciso di mangiare come uno di loro.” Una frase che vale più di qualsiasi trattato di nutrizione, almeno per capire la filosofia dell’uomo. Buffett inizia ogni giornata con una Coca Cola, quella classica, con tutto il suo zucchero. E non è l’unica: ne beve cinque al giorno.
Ma non finisce qui. Da oltre 50 anni fa colazione da McDonald’s, seguendo una regola piuttosto bizzarra: quando le azioni scendono, ordina il menù da circa 2,70 euro; quando salgono, si concede quello da circa 2,90 euro. In totale parliamo di oltre 19.000 colazioni nella catena di fast food, con un consumo giornaliero di circa 252 grammi di zucchero (sette volte il quantitativo raccomandato) e 700 calorie solo dalle bevande gassate. “Fondamentalmente, sono per un quarto Coca Cola”, ha dichiarato con la sua solita ironia.
Il vero segreto secondo Buffett: il sonno, non la dieta
La cosa più sconcertante non è tanto quello che mangia, ma i risultati. A 95 anni, Buffett legge 500 pagine al giorno, mantiene giornate lavorative di dodici ore e le sue analisi del sangue risultano perfette. Un quadro clinico che farebbe invidia a gente con la metà dei suoi anni e il triplo della disciplina alimentare.
“Il segreto non sta nel cibo. Dormo otto ore. Senza eccezioni. Senza riunioni al mattino presto. Senza cene tardi. Il sonno è più importante della dieta. La salute è amare il proprio lavoro, dormire bene e tenere lo stress sotto controllo.” Buffett lo racconta con umorismo, ma il suo caso è più vicino a un’eccezione statistica che a un consiglio medico da seguire.
Da decenni ripete che lo stress uccide più di un hamburger e che otto ore di riposo valgono più di qualsiasi frullato proteico. “Non negozio con il mio sonno”, insiste chi ha dimostrato che si può guidare un impero finanziario senza sacrificare il riposo. Tra hamburger e Coca Cola, Warren Buffett porta avanti la sua routine quotidiana con la stessa coerenza con cui gestisce i suoi investimenti, Apple compresa.
