Le valutazioni dell’App Store stanno creando un problema serio per chi sviluppa app, e la questione è meno banale di quanto sembri. Diversi sviluppatori stanno sollevando il tema con forza, sostenendo che il sistema di rating di Apple sia fondamentalmente difettoso sotto almeno un paio di aspetti. Il più paradossale? Lasciare una recensione a 4 stelle, che chiunque considererebbe positiva, può in realtà penalizzare un’app invece di aiutarla.
Ma non è tutto. C’è anche un altro nodo irrisolto: il conflitto tra chi usa le app e non vuole essere disturbato, e il meccanismo che di fatto obbliga gli sviluppatori a insistere con quelle famose richieste di valutazione che spuntano fuori nei momenti meno opportuni.
Tutti gli sviluppatori iPhone sanno benissimo che farsi notare da Apple può significare il passaggio dall’anonimato totale a un successo enorme. Ed è proprio qui che nasce il primo problema con le valutazioni dell’App Store. Lo sviluppatore Steven Troughton-Smith ha spiegato che non esiste davvero una scelta: una massa critica di recensioni a 5 stelle è ciò che porta Apple a mettere in evidenza un’app, e l’unico modo per ottenerle è chiedere agli utenti di lasciare una valutazione. Senza quei prompt, anche un’app eccellente rischia di raccogliere appena cinque recensioni positive invece di migliaia. Troughton-Smith ha definito la rinuncia a queste richieste come una sorta di suicidio editoriale sull’App Store, visto che Apple tende a selezionare solo le app che hanno già un solido corpo di dati sulle recensioni.
Il consiglio di Troughton-Smith è quello di mostrare la richiesta di recensione all’apertura dell’app e ripeterla ogni pochi mesi. Però altri sviluppatori non sono per niente d’accordo: quello, dicono, è il momento peggiore possibile. Chi apre un’app vuole fare qualcosa, non essere interrotto. La soluzione migliore sarebbe far comparire il prompt dopo che l’utente ha completato un’azione, come salvare o pubblicare un contenuto. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi, perché gli sviluppatori non sempre sanno quando l’utente ha raggiunto il proprio obiettivo.
Perché 4 stelle funzionano come una recensione negativa
Ed eccoci al cuore del problema. Il divario tra come gli utenti percepiscono il sistema a stelle e come funziona nella realtà è enorme. È lo stesso identico problema che si è verificato con le valutazioni dei conducenti su Uber.
Logicamente, verrebbe da pensare che 3 stelle rappresentino la valutazione standard (l’app fa quello che deve), 4 significhi “meglio del previsto” e 5 equivalga a “perfetta”. Ma nella pratica non funziona così. Lo sviluppatore Terry Godier ha spiegato il meccanismo in modo piuttosto diretto: se un’app ha una media di 4,1 stelle, qualsiasi recensione a 4 stelle abbasserà quella media. Tradotto: lasciare 4 stelle equivale, nei fatti, a lasciare una valutazione negativa. Apple cerca essenzialmente solo le 5 stelle, e tutto il resto è rumore di fondo, o peggio, un danno.
La soluzione potrebbe essere un semplice pollice su o pollice giù
John Gruber ha proposto quella che molti considerano la via d’uscita più logica: abbandonare completamente il sistema a stelle e passare a un formato binario, tipo pollice su o pollice giù. L’argomento è semplice: nella pratica, la stragrande maggioranza degli utenti lascia 5 stelle quando un’app piace e 1 stella quando non piace. Tutto quello che sta nel mezzo è praticamente inutilizzato o frainteso.
Gruber ha ricordato che Netflix ha fatto il passaggio dalle stelle ai pollici nel 2017, e YouTube addirittura nel 2009. I sistemi a stelle, ha sottolineato, funzionano malissimo quando si tratta di aggregare valutazioni. Un sistema binario sarebbe molto più onesto e rappresentativo di quello che gli utenti effettivamente pensano. Secondo Gruber, l’App Store dovrebbe seguire la stessa strada.
