Il ritorno di Chris Evans e Robert Downey Jr. nel Marvel Cinematic Universe non è un colpo di scena fine a sé stesso. I fratelli Russo, registi di Avengers: Doomsday, hanno spiegato che la decisione di tornare alla guida del progetto è nata proprio dalla volontà di portare avanti la storia di Steve Rogers, il personaggio interpretato da Evans, e che la trama del nuovo crossover “richiedeva davvero” la presenza di entrambi gli attori.
Una dichiarazione che pesa parecchio, considerando quanto Endgame avesse chiuso in modo apparentemente definitivo gli archi narrativi di Captain America e Iron Man. Eppure, secondo i fratelli Russo, la storia che avevano in mente per questo nuovo capitolo non poteva funzionare senza di loro. Non si tratta di nostalgia o di una mossa commerciale, almeno stando alle loro parole: il racconto che volevano costruire aveva bisogno di quei due personaggi, punto.
Una storia che guarda avanti, non indietro
Il dettaglio più interessante è la motivazione che i registi hanno dato per il loro coinvolgimento. Non sono tornati per ripetere quanto già fatto. Hanno detto chiaramente di aver voluto “portare avanti la storia” di Steve Rogers, il che suggerisce uno sviluppo narrativo vero e proprio per il personaggio, non un semplice cameo celebrativo. Questo distingue Avengers: Doomsday da tante operazioni di fan service che il cinema dei supereroi ha sfornato negli ultimi anni.
Robert Downey Jr., dal canto suo, torna nel MCU ma nei panni di Doctor Doom, un dettaglio già noto che aggiunge un ulteriore livello di complessità. L’attore che ha dato volto a Tony Stark per oltre un decennio si ritrova ora dall’altra parte della barricata, e questo rende il confronto con il Steve Rogers di Evans ancora più carico di significato drammatico. I fratelli Russo sembrano aver costruito l’intera struttura narrativa del film attorno a questa dinamica. Il fatto che abbiano usato l’espressione “really required”, ovvero che la storia “richiedeva davvero” la presenza di entrambi, lascia intendere che Evans e Downey Jr. non siano stati aggiunti in fase di sviluppo per alzare il livello di hype. Erano parte del progetto fin dall’inizio, elemento fondante della sceneggiatura.
Il peso del ritorno per il futuro del MCU
Avengers: Doomsday si inserisce in un momento delicato per il Marvel Cinematic Universe. Le ultime fasi della Saga del Multiverso hanno ricevuto reazioni contrastanti, e il ritorno dei Russo alla regia rappresenta una mossa che punta a restituire solidità narrativa a un franchise che ne ha bisogno. Il coinvolgimento di Chris Evans e Robert Downey Jr. è il segnale più forte in questa direzione. Steve Rogers, in particolare, era rimasto in una sorta di limbo narrativo dopo Endgame. Il suo destino, per quanto poetico, lasciava spazio a sviluppi ulteriori, e i fratelli Russo hanno evidentemente deciso di esplorare quello spazio. Non è ancora chiaro in che modo il personaggio verrà reintrodotto nella trama, ma le parole dei registi fanno pensare a qualcosa di sostanziale, non a una comparsata.
Avengers: Doomsday rappresenta anche il primo dei due capitoli finali della saga, con Avengers: Secret Wars previsto subito dopo. Il fatto che i Russo abbiano voluto costruire entrambi i film attorno alla presenza di Evans e Downey Jr. dà un’idea della scala narrativa che hanno in mente. Due attori che hanno definito un’era del cinema di supereroi tornano per quello che si preannuncia come il capitolo più ambizioso del MCU dalla fine della Saga dell’Infinito.
