Facebook sta lanciando una funzione che potrebbe cambiare il modo in cui le persone condividono i propri scatti. La novità, in arrivo in Unione Europea e Regno Unito, permette all’app di analizzare il rullino fotografico dello smartphone per suggerire foto e video da pubblicare. Non solo: il sistema crea in automatico collage ed edit già pronti, pensati per essere condivisi subito nelle Storie, nel Feed e nella sezione Memorie. Prima di allarmarsi, però, va detto un dettaglio importante. La funzione è in opt-in, il che significa che non si attiva da sola. Bisogna scegliere esplicitamente di abilitarla dalle impostazioni.
Il ragionamento dietro questa mossa è abbastanza chiaro. Tantissime persone scattano foto ogni giorno ma non le condividono mai. A volte perché non hanno voglia di mettersi a editarle, a volte perché semplicemente non ci pensano o non ritengono che ne valga la pena. Facebook punta a eliminare proprio quell’attrito, quella pigrizia che tiene migliaia di immagini chiuse nel telefono senza mai vedere la luce del social. L’idea è pescare direttamente dall’archivio personale e proporre qualcosa di già confezionato, pronto da pubblicare con un paio di tap.
Privacy e rullino fotografico: cosa promette Meta
Ovviamente, quando si parla di un’app che vuole accedere alle foto personali, la questione privacy salta fuori immediatamente. E su questo fronte Meta ha messo le mani avanti con alcune garanzie specifiche. I contenuti del rullino, secondo quanto dichiarato, non vengono utilizzati per la profilazione pubblicitaria. E nemmeno per addestrare i modelli di intelligenza artificiale dell’azienda. L’unica eccezione riguarda il caso in cui le foto vengano effettivamente pubblicate o condivise all’interno di una conversazione con Meta AI. In quel caso, naturalmente, le regole cambiano.
Chi dovesse cambiare idea dopo aver attivato la funzione può disabilitarla in qualsiasi momento. Basta andare nelle impostazioni della fotocamera di Facebook e togliere il consenso. Il meccanismo, almeno sulla carta, lascia pieno controllo nelle mani degli utenti.
Come comportarsi con la nuova funzione di Facebook
Va detto che la promessa di non usare le foto per scopi pubblicitari suona rassicurante, ma arriva da un’azienda che ha costruito il proprio impero sulla raccolta e sull’uso dei dati personali. Il fatto che la funzione sia opt-in rappresenta una garanzia concreta, questo sì. Però la fiducia totale nelle dichiarazioni di Meta sulla privacy richiede ancora un certo margine di buona volontà. Sarà interessante osservare come evolverà nel tempo l’integrazione di questa funzione con gli strumenti AI di Meta, soprattutto considerando la velocità con cui il panorama dell’intelligenza artificiale sta cambiando.

