C’è chi gioca ai titoli tripla A con schede grafiche da urlo e chi, invece, porta la pazienza a un livello completamente nuovo. È il caso di un videogiocatore danese che sta facendo parlare di sé in tutto il mondo per aver giocato Red Dead Redemption 2 a soli 4 FPS su un PC decisamente datato, trasformando quella che dovrebbe essere un’esperienza western immersiva in una sorta di slideshow interattivo. La cosa incredibile? Migliaia di spettatori si sono sintonizzati per guardarlo fare esattamente questo.
Ora, va detto che Red Dead Redemption 2 non è esattamente un gioco frenetico. Il capolavoro di Rockstar Games ha i suoi ritmi distesi, le sue cavalcate al tramonto, i suoi momenti di contemplazione nella natura selvaggia. Ma una cosa è godersi la lentezza narrativa voluta dagli sviluppatori, un’altra è affrontare il tutto a 4 frame al secondo. Parliamo di un’esperienza dove ogni singolo movimento sullo schermo si trasforma in una sequenza di immagini quasi statiche, come sfogliare un libro illustrato molto, molto lentamente.
Dodici ore per completare il prologo
Il dato che ha fatto il giro del web è questo: per superare il solo prologo del gioco, il giocatore ha impiegato circa 12 ore. Per chi non lo sapesse, il prologo di Red Dead Redemption 2 è la sezione ambientata tra le montagne innevate, quella che normalmente si completa in un paio d’ore con un framerate decente. A 4 FPS, però, tutto cambia drasticamente. Ogni azione richiede una concentrazione fuori dal comune, perché il feedback visivo arriva con un ritardo tale da rendere anche i gesti più semplici una vera impresa.
Eppure, proprio questa assurdità ha reso l’intera vicenda irresistibile per il pubblico online. Il videogiocatore danese è riuscito ad attirare migliaia di spettatori, tutti curiosi di vedere come fosse possibile portare avanti l’avventura di Arthur Morgan in condizioni così estreme. C’è qualcosa di magnetico nel guardare qualcuno che si ostina a proseguire nonostante tutto, e questo caso ne è la dimostrazione perfetta.
Quando l’hardware non collabora, nasce il contenuto
La situazione è paradossale se ci si pensa bene. Red Dead Redemption 2 è uno dei giochi tecnicamente più ambiziosi mai realizzati, un titolo pensato per sfruttare hardware potente e offrire panorami mozzafiato, animazioni fluide, un mondo aperto che pulsa di vita. Giocarlo a 4 FPS significa sostanzialmente privarsi di tutto ciò che lo rende spettacolare dal punto di vista tecnico, eppure il fascino della sfida ha generato un fenomeno virale che ha superato qualsiasi aspettativa.
Non è la prima volta che contenuti del genere conquistano il pubblico. La community videoludica ha sempre avuto un debole per le challenge estreme, quelle imprese apparentemente impossibili che mettono alla prova non tanto l’abilità con i controlli, quanto la resistenza mentale di chi gioca. E affrontare un gioco complesso come quello di Rockstar Games con un PC che fatica a produrre anche solo quattro fotogrammi ogni secondo rientra a pieno titolo in questa categoria.
