Quando il fondatore di una delle case automobilistiche elettriche più ambiziose della Cina sale su un palco e dice che il settore sta crescendo nel modo sbagliato, vale la pena ascoltare. William Li, amministratore delegato di Nio, ha usato il palco dell’Intelligent Electric Vehicle Development Forum 2026 di Pechino per lanciare un appello piuttosto diretto: servono standard comuni per batterie e chip, altrimenti la crescita del mercato elettrico resterà inefficiente e poco sostenibile.
I numeri che ha messo sul tavolo parlano da soli. Secondo Li, standardizzare queste due componenti potrebbe far risparmiare all’intero comparto oltre 100 miliardi di yuan, qualcosa come circa 13 miliardi di euro. Non è una cifra buttata lì a caso: batterie e semiconduttori rappresentano da soli più della metà del costo totale di un veicolo elettrico. Intervenire su questi due fronti significherebbe cambiare radicalmente l’economia di scala dell’intero settore.
Il tempismo della dichiarazione non è casuale. Nio sta vivendo un momento di forte slancio commerciale: nel primo trimestre del 2026, l’azienda ha consegnato 83.465 veicoli, con una crescita del 98,3% su base annua. Eppure, nonostante questi numeri, Li ha messo in evidenza un paradosso che riguarda tutto il comparto: aumentano i volumi ma non i ricavi, aumentano i ricavi ma non i profitti.
Il problema del ciclo di vita sempre più breve dei modelli elettrici
La questione è strutturale e ha a che fare con la velocità folle a cui evolvono i modelli elettrici. Aggiornamenti continui su software, batterie, sistemi di assistenza alla guida e componenti elettroniche accorciano enormemente il ciclo di vita dei prodotti. Li ha spiegato che i nuovi modelli registrano picchi di vendita rapidissimi, seguiti da cali altrettanto improvvisi. Questo rende quasi impossibile pianificare la produzione e gestire la catena di approvvigionamento in modo razionale.
Le aziende finiscono per rincorrere la domanda: aumentano la capacità produttiva quando il mercato tira, ma arrivano fuori tempo quando la domanda si raffredda. Gli sprechi, ha sottolineato il manager, possono raggiungere centinaia di milioni di yuan per singolo modello. Una situazione insostenibile a lungo termine.
La mancanza di standard condivisi, soprattutto per le celle delle batterie, impedisce di gestire con flessibilità produzione e distribuzione lungo tutta la filiera. Li ha fatto un paragone efficace con l’elettronica di consumo: formati universali come le batterie AA o AAA hanno permesso negli anni un’ottimizzazione enorme della produzione e una maggiore stabilità dell’offerta. Il settore automotive, secondo il fondatore di Nio, è arrivato a un punto di maturità sufficiente per adottare standard simili, almeno per alcune tecnologie come le celle ternarie al nichel medio e alto.
Semiconduttori: la complessità nascosta dietro ogni veicolo elettrico
Se sul fronte delle batterie la strada sembra tracciata, per i semiconduttori la faccenda si fa ancora più complicata. Un singolo modello come il nuovo ES9 di Nio può richiedere oltre 1.000 codici di componenti e più di 4.000 chip differenti. L’azienda sta già lavorando internamente per ridurre questa varietà, con l’obiettivo di scendere a circa 400 tipologie, ma Li ritiene che serva un intervento più ampio, coordinato anche a livello regolatorio.
