La crisi dei chip di memoria continua a far sentire i suoi effetti e stavolta tocca direttamente la gamma Microsoft Surface. L’azienda di Redmond ha ritoccato verso l’alto i listini di praticamente tutti i dispositivi della famiglia Surface, con aumenti che in alcuni casi sono davvero significativi. A pagarne le conseguenze, come sempre, sono i consumatori finali.
I dati più chiari arrivano dal mercato statunitense, dove gli aumenti di prezzo sono tutt’altro che simbolici. Alcuni dispositivi hanno visto rincari nell’ordine di 450 euro: è il caso di Surface Pro da 13 pollici e Surface Laptop 7, che prima costavano circa 900 euro e ora partono da circa 1.350 euro. E la situazione si fa ancora più pesante, com’era prevedibile, quando si scelgono configurazioni con più memoria. L’adeguamento risulta già effettivo sul Microsoft Store americano e con tutta probabilità si estenderà presto anche ad altri rivenditori.
Per quanto riguarda l’Italia, qualche movimento si nota già. Il Surface Pro da 12 pollici, che al lancio costava 999 euro, ora viene proposto a 1.169 euro. Un aumento contenuto rispetto a quello americano, ma pur sempre un rincaro. Ogni mercato segue tempistiche e dinamiche proprie, questo è vero, però la direzione generale è abbastanza chiara.
Perché i prezzi non scenderanno a breve
Il nodo della questione sta a monte, ed è un problema strutturale che non si risolverà nel giro di qualche mese. La corsa sfrenata verso l’intelligenza artificiale ha generato una domanda enorme di chip di memoria, sia DRAM sia NAND. I datacenter dedicati all’AI ne consumano quantità enormi, e gli impianti produttivi dei principali produttori non riescono a stare al passo. Serviranno almeno un paio d’anni prima che la capacità produttiva venga ampliata in modo sufficiente.
C’è una nota parzialmente positiva: la crisi dei chip di memoria sembra essersi almeno stabilizzata. Questo però non significa che i prezzi stiano scendendo, attenzione. Vuol dire semplicemente che non stanno più salendo. I livelli attuali restano estremamente elevati, diverse volte superiori rispetto ai valori considerati normali.
