La contraccezione maschile potrebbe essere a un punto di svolta. Un gruppo di ricercatori della Cornell University ha dimostrato che è possibile bloccare completamente la produzione di spermatozoi nei topi, senza provocare effetti permanenti sulla fertilità. Lo studio, frutto di sei anni di lavoro, rappresenta quello che molti nel settore hanno già ribattezzato il “Santo Graal” della contraccezione al maschile: un contraccettivo maschile non ormonale e, soprattutto, reversibile.
È una notizia che merita attenzione, perché fino a oggi le opzioni contraccettive per gli uomini si sono limitate sostanzialmente al preservativo e alla vasectomia. Due estremi, se ci si pensa: da una parte un metodo temporaneo con margini di errore, dall’altra una soluzione chirurgica che, nella pratica, è spesso definitiva. Tutto ciò che sta nel mezzo, semplicemente, non esisteva. O meglio, esisteva solo sulla carta, tra promesse e sperimentazioni che non avevano mai raggiunto risultati così netti.
Come funziona questo contraccettivo maschile
Quello che rende particolarmente interessante la ricerca della Cornell University è l’approccio non ormonale. Questo significa che il meccanismo alla base del contraccettivo maschile non interviene sul sistema endocrino, evitando così tutta una serie di effetti collaterali che hanno fatto naufragare tentativi precedenti. Chi segue il tema sa bene che in passato diversi studi sulla contraccezione maschile ormonale si erano arenati proprio per gli effetti indesiderati legati alla manipolazione degli ormoni: sbalzi di umore, aumento di peso, calo della libido. Problemi tutt’altro che trascurabili.
In questo caso, invece, i ricercatori sono riusciti a bloccare la produzione di spermatozoi nei topi in modo completo, e la parte davvero rilevante è che una volta interrotto il trattamento la fertilità è tornata alla normalità. Nessun danno permanente. Questo aspetto della reversibilità è esattamente il tassello che mancava e che ha reso così complicato, negli anni, sviluppare un contraccettivo maschile efficace e accettabile.
Dalla ricerca sui topi alla pillola per gli uomini: cosa potrebbe cambiare
Naturalmente va detto con chiarezza: lo studio è stato condotto sui topi, non sugli esseri umani. E il passaggio dalla sperimentazione animale a quella clinica sull’uomo è un percorso lungo, pieno di variabili e di possibili ostacoli. Non sarebbe corretto parlare già di una “pillola” pronta per il mercato. Tuttavia, i risultati ottenuti dopo sei anni di ricerca aprono concretamente la strada verso lo sviluppo di un contraccettivo maschile reversibile utilizzabile anche nella pratica clinica.
Il fatto che la contraccezione maschile sia rimasta ferma per decenni, mentre quella femminile ha visto una proliferazione di opzioni, è un dato che dice molto sulla direzione della ricerca farmaceutica. Le donne hanno a disposizione pillole, cerotti, anelli, spirali, impianti sottocutanei e iniezioni. Gli uomini, come detto, preservativo o vasectomia. È un divario enorme, e ogni passo avanti in questo campo ha un peso significativo.
Lo studio della Cornell University non promette miracoli immediati, ma offre una base scientifica solida su cui costruire. La dimostrazione che un approccio non ormonale può funzionare senza compromettere in modo permanente la fertilità è il tipo di risultato che la comunità scientifica aspettava da tempo. Sei anni di lavoro per arrivare a un dato che potrebbe cambiare, nel lungo periodo, il panorama della contraccezione maschile a livello globale.
