Il supporto ufficiale di Windows 10 è terminato ormai da tempo, eppure Microsoft non ha voluto chiudere completamente la porta a chi ancora non ha fatto il passaggio alle versioni più recenti del sistema operativo. L’azienda di Redmond ha infatti chiarito nel dettaglio come funzionerà il programma di aggiornamenti di sicurezza estesi, conosciuto anche con la sigla ESU. Una mossa che, a tutti gli effetti, tiene in vita Windows 10 ben oltre la sua data di scadenza naturale.
La questione non è banale. Milioni di computer nel mondo girano ancora su questo sistema operativo, e abbandonarli senza protezione significherebbe esporli a rischi enormi. Ecco perché il programma ESU assume un ruolo piuttosto importante: funziona come una rete di sicurezza, una sorta di scialuppa di salvataggio per tutti quei dispositivi che, per un motivo o per un altro, non sono ancora pronti al grande salto.
Come funziona il programma ESU per Windows 10
Chi aderisce al programma ESU potrà continuare a ricevere patch critiche per la sicurezza almeno fino al 13 ottobre 2026. Questo è il punto fondamentale da capire: non si parla di nuove funzionalità, aggiornamenti estetici o miglioramenti prestazionali. Niente di tutto ciò. Si tratta esclusivamente di correzioni legate alla sicurezza, quelle che servono a tenere i propri computer al riparo da minacce informatiche, malware e vulnerabilità che vengono scoperte di continuo.
È un compromesso, certo. Ma per chi ha ancora hardware incompatibile con i requisiti di Windows 11, oppure semplicemente non vuole affrontare adesso una migrazione complessa, gli aggiornamenti estesi di Windows 10 rappresentano quantomeno una garanzia minima. Non si resta completamente scoperti, e questo conta parecchio soprattutto in ambito professionale.
Tre anni di aggiornamenti gratuiti per le aziende in cloud
C’è poi un aspetto che riguarda più da vicino il mondo enterprise. Per le aziende che utilizzano soluzioni in cloud come Windows 365, Microsoft ha confermato una formula decisamente interessante: i PC Cloud Enterprise e Frontline avranno diritto a tre anni di aggiornamenti gratuiti, senza costi aggiuntivi. Ovviamente non si tratta di un accesso incondizionato. Bisogna rispettare alcuni requisiti tecnici specifici, che Microsoft ha indicato come condizione necessaria per poter beneficiare di questa estensione. Per il settore aziendale, dove la stabilità dei sistemi è spesso più importante della corsa all’ultimo aggiornamento, questa opzione offre un margine di manovra significativo.
