Una nuova truffa via SMS sta colpendo migliaia di contribuenti italiani con un messaggio che parla di una presunta posizione TARI irregolare. Il testo è breve, vago, costruito ad arte per generare ansia e spingere chi lo riceve a telefonare immediatamente a un numero indicato nel messaggio. Diversi Comuni hanno già pubblicato avvisi sui propri siti istituzionali per mettere in guardia la popolazione, e anche SO.G.E.T. S.p.a. (Società di Gestione Entrate e Tributi), che si occupa della riscossione di tributi per conto degli Enti Locali, ha confermato che quei messaggi non hanno nulla a che fare con comunicazioni ufficiali. Si tratta, a tutti gli effetti, di un tentativo di frode.
Il funzionamento è tanto banale quanto insidioso. Chi riceve l’SMS legge di una presunta irregolarità nei pagamenti della tassa sui rifiuti, ma nel testo non compare mai il nome del destinatario, non viene citato un numero di pratica, non si fa riferimento a nessun ente specifico. L’unico elemento concreto è un numero di telefono da chiamare “con urgenza”, spesso con prefissi a sovrapprezzo come 893 o 895. Ed è proprio lì che scatta la trappola.
Smishing: la tecnica dietro la truffa sulla TARI
Quello che sta accadendo rientra nella categoria dello smishing, vale a dire una variante del phishing che passa attraverso gli SMS e si appoggia a tecniche di social engineering. Il principio è sempre lo stesso: creare un senso di urgenza tale da impedire qualsiasi ragionamento lucido. Il cittadino, preoccupato per una possibile sanzione o un debito con il Comune, chiama senza pensarci troppo.
Una volta in linea, gli scenari possibili sono diversi. La persona può essere trattenuta al telefono per far lievitare i costi della chiamata, oppure può trovarsi a fornire dati personali, fiscali o bancari a interlocutori che si presentano in modo credibile. In alcuni casi la conversazione si sposta su richieste dirette di pagamento o serve da esca per raccogliere informazioni sensibili da usare in seguito per altri raggiri.
Come riconoscere e difendersi dalla truffa SMS sulla TARI
Il punto chiave è semplice: né i Comuni né SO.G.E.T. inviano messaggi SMS per segnalare irregolarità nei pagamenti della TARI. Nessun ente locale chiede ai contribuenti di contattare numeri a pagamento per risolvere presunte posizioni irregolari. Le comunicazioni ufficiali passano esclusivamente attraverso canali istituzionali, come lettere raccomandate, PEC o avvisi pubblicati sui portali dei Comuni stessi.
Questo significa che qualsiasi SMS ricevuto con un tono allarmistico sulla tassa sui rifiuti, privo di riferimenti precisi e con un numero da chiamare subito, va considerato un tentativo di frode. Non bisogna richiamare quel numero, non bisogna fornire alcun dato e, soprattutto, non bisogna farsi guidare dalla fretta. È esattamente su quella fretta che chi organizza queste truffe conta, sapendo bene che un messaggio generico sulla TARI può toccare un nervo scoperto in chiunque abbia a che fare con tributi comunali.
SO.G.E.T. ha ribadito in modo netto di non inviare mai, né in proprio né per conto degli enti, messaggi di questo tipo e di non richiedere contatti urgenti tramite numeri a pagamento.
