Il modo in cui Microsoft sta gestendo l’integrazione dell’intelligenza artificiale in Windows 11 è finito di nuovo sotto i riflettori, e questa volta a puntare il dito è Mozilla. La fondazione dietro Firefox ha preso una posizione piuttosto netta: secondo la sua analisi, il comportamento di Microsoft con Copilot penalizzerebbe Firefox e, più in generale, la libertà di scelta degli utenti. Il nodo della questione? L’adozione forzata di funzionalità basate su modelli linguistici avanzati (i cosiddetti LLM, Large Language Models) senza che venga mai richiesto un consenso esplicito.
Copilot, nato come estensione di Bing basata su modelli GPT, ha fatto parecchia strada. Microsoft lo ha progressivamente integrato nel sistema operativo, piazzandolo nella barra delle applicazioni, nel pannello notifiche e perfino dentro app come Blocco Note e Foto. Il problema, secondo Mozilla, non è tanto l’integrazione in sé, quanto il fatto che Copilot viene installato automaticamente, senza chiedere nulla. L’utente si ritrova con componenti AI attivi a livello di sistema, distribuiti tramite aggiornamenti cumulativi e pacchetti del Microsoft Store, spesso accessibili attraverso scorciatoie dedicate o addirittura un tasto fisico sui laptop compatibili.
L’intelligenza artificiale si infila nelle aree più sensibili del sistema
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda i punti di accesso scelti per Copilot. Microsoft ha pianificato l’inserimento dell’assistente AI in tre zone cruciali: Esplora file, l’app Impostazioni e il Centro notifiche. Sono aree che rappresentano il cuore dell’interazione quotidiana con Windows 11. Inserire un assistente AI qui significa modificare in modo profondo il flusso operativo. In Esplora file, ad esempio, l’intelligenza artificiale può proporre analisi semantiche dei documenti o suggerimenti contestuali. Nel pannello Impostazioni, invece, Copilot potrebbe diventare un intermediario tra chi usa il computer e la configurazione del sistema stesso.
Di fronte alle critiche, Microsoft ha comunque fatto qualche passo indietro. Pavan Davuluri, responsabile del progetto Windows, ha comunicato il 20 marzo 2026 che la presenza di Copilot è stata ridimensionata in alcune applicazioni native, tra cui Blocco Note, Foto e Strumento di cattura. Resta però il fatto che molte integrazioni strutturali rimangono attive o in programma, soprattutto nei componenti di sistema e nei servizi cloud collegati.
Mozilla sottolinea anche un altro punto dolente: la procedura per disinstallare Copilot da Windows 11 non è affatto chiara. Spesso si finisce per rimuovere solo l’icona dalla barra delle applicazioni, senza eliminare davvero i componenti sottostanti. Negli ambienti aziendali, gli amministratori devono ricorrere a criteri di gruppo o script PowerShell per limitare l’attivazione delle funzionalità AI.
Firefox e l’approccio opposto: intelligenza artificiale completamente disattivabile
Mozilla sostiene che tutto questo danneggi Firefox perché mina, ancora una volta, la libertà di scelta. E qui arriva il contrasto più evidente. Anche Firefox integra funzionalità legate all’intelligenza artificiale, ma con una filosofia progettuale completamente diversa. Nelle impostazioni del browser esiste una sezione dedicata che permette di disattivare completamente tutte le caratteristiche AI.
Dal punto di vista tecnico, Firefox implementa un interruttore globale che agisce su più moduli: chatbot integrati, traduzioni automatiche, generazione di testo alternativo per le immagini e suggerimenti intelligenti nelle schede. Chi vuole può intervenire in modo granulare, oppure bloccare tutto con un solo passaggio. L’intelligenza artificiale, insomma, non è un elemento obbligatorio ma un’estensione che si attiva solo su richiesta. Mozilla separa il motore di navigazione dalle funzionalità AI, mantenendo un’architettura modulare che rende la disattivazione completa un’operazione semplice e trasparente.
