Le spedizioni Mac hanno segnato un balzo importante nei primi tre mesi del 2026, con Apple che si conferma tra i produttori di PC con la crescita più marcata rispetto ai concorrenti. Secondo un nuovo rapporto di IDC, il colosso di Cupertino ha consegnato 6,2 milioni di Mac nel primo trimestre dell’anno, un dato che corrisponde a un aumento del 9,1% su base annua. La quota di mercato è salita al 9,5%, rispetto all’8,9% dello stesso periodo dell’anno precedente.
Il mercato PC nel suo complesso ha registrato una crescita contenuta, ma non tutti i produttori hanno avuto la stessa fortuna. Il balzo più vistoso è stato quello di ASUS, che ha messo a segno un +17,1% anno su anno, portando la propria quota al 7,2%. Nonostante questi numeri, sia Apple che ASUS si sono piazzate rispettivamente al quarto e al quinto posto nella classifica globale delle spedizioni di PC tradizionali stilata da IDC, dietro a Lenovo, HP e Dell. Lenovo ha guidato la classifica con 16,5 milioni di unità spedite e una crescita dell’8,6%. HP ha seguito con 12,1 milioni di spedizioni ma un calo del 4,9%, mentre Dell ha registrato 10,3 milioni di unità e un incremento del 7,7%.
Carenza di componenti e prospettive per il resto dell’anno
I numeri positivi del primo trimestre non bastano però a mascherare le ombre che si profilano sul settore. IDC ha sottolineato come la carenza di componenti e il peggioramento delle condizioni economiche abbiano già cominciato a pesare sul mercato PC, con un netto rallentamento dei trend di crescita in tutte le aree geografiche. Secondo le previsioni dell’istituto di ricerca, il resto del 2026 vedrà un ulteriore calo nelle spedizioni di PC, anche a causa dell’aumento dei prezzi dei sistemi.
Sul fronte delle forniture, IDC ha aggiunto che la solidità della catena di approvvigionamento di ciascun produttore e la capacità di accedere a componenti fondamentali, come la memoria, saranno messe duramente alla prova. La domanda dovrebbe favorire quei produttori che hanno saputo garantirsi il miglior accesso alla memoria e che dispongono di un portafoglio prodotti in grado di coprire tutte le fasce di prezzo.
Cosa significa tutto questo per i Mac
Nel caso specifico di Apple, la situazione mostra già segnali concreti. La disponibilità risulta limitata su diversi modelli di Mac, soprattutto per le configurazioni con quantitativi di RAM più elevati o con opzioni di personalizzazione avanzate. Alcune configurazioni di Mac Studio, per esempio, presentano attualmente tempi di attesa fino a 5 mesi, e anche altri modelli mostrano disponibilità ridotta per determinate specifiche.
Durante l’ultima conferenza sugli utili, Apple si è mostrata fiduciosa quando è stata interpellata sull’impatto di queste carenze, ma ha anche ammesso che gli effetti, in particolare sui margini, sarebbero stati più evidenti nel trimestre conclusosi a marzo. Il prossimo rapporto sugli utili di Apple è fissato per il 30 aprile, e la questione della carenza di componenti dovrebbe essere tra i temi principali nella conferenza post risultati.
