Sony Pictures Entertainment si prepara a tagliare centinaia di posti di lavoro nelle divisioni cinema, televisione e corporate. Una decisione che coinvolge un organico di circa 12.000 dipendenti e che punta, almeno nelle intenzioni dichiarate, non tanto a ridurre i costi quanto a riallocare risorse verso le aree considerate più strategiche per il futuro dell’azienda.
La ristrutturazione è stata comunicata direttamente dal CEO Ravi Ahuja, che ha preso il timone a gennaio dopo il ritiro di Tony Vinciquerra. In una mail interna inviata allo staff, Ahuja ha spiegato che si tratta di una scelta mirata a concentrare investimenti dove l’azienda vede le opportunità più grandi. Tra queste aree prioritarie figurano lo sviluppo di franchise, l’espansione dei brand, il settore anime, i contenuti pensati per le piattaforme digitali e soprattutto l’integrazione con l’ecosistema Sony attraverso gli adattamenti di proprietà intellettuali provenienti dal mondo dei videogiochi.
Non è un dettaglio secondario. Produzioni come le serie televisive di The Last of Us e God of War rappresentano ormai pilastri nella strategia futura di Sony Pictures Entertainment, e tutto lascia intendere che gli adattamenti da videogiochi a film e serie TV diventeranno un elemento sempre più centrale nella produzione dello studio.
La strategia dietro i tagli e le parole di Ahuja
La comunicazione interna del CEO Ravi Ahuja è stata piuttosto articolata. Il messaggio chiave è che i licenziamenti non nascono dalla necessità di contenere le spese, ma da una precisa volontà di ridisegnare le priorità. Sony Pictures Entertainment vuole spingere sulla gestione dei franchise e l’estensione dei brand, che include serie TV e film basati sui videogiochi PlayStation, oltre a esperienze varie, contenuti di nuova generazione e una connessione più stretta dell’ecosistema Sony con YouTube e altri canali social.
Nelle parole dello stesso Ahuja: “Per sostenere la nostra crescita, stiamo riorganizzando la nostra struttura in funzione della direzione che l’azienda sta prendendo, non di quella che ha seguito in passato”. Ha poi aggiunto che tutto questo “richiede cambiamenti nella nostra struttura organizzativa e nelle nostre priorità di investimento”, con la conseguente riduzione di ruoli in alcune aree e il contemporaneo aumento di attenzione e investimenti in altre considerate fondamentali.
E poi una frase che pesa: “Alcuni dei nostri colleghi lasceranno l’azienda. Si tratta di decisioni difficili, che riguardano persone di talento che hanno contribuito in modo significativo al nostro lavoro e alla nostra cultura”.
Le modifiche strutturali e i prossimi passi di Sony Pictures
Come parte della riorganizzazione, il Game Show Group di Sony verrà fuso con GSN sotto la guida di Suzanne Prete. La sezione dedicata alla produzione televisiva subirà ulteriori modifiche, tra cui la chiusura del team Pixomondo, dedicato agli effetti speciali. Cambiamenti concreti che danno la misura di quanto profonda sia questa operazione.
La mossa arriva a pochi mesi dall’accordo storico siglato con Netflix, un contesto che rende ancora più evidente come Sony Pictures Entertainment stia cercando di riposizionarsi in un’industria dell’intrattenimento che cambia velocemente. Sotto la guida di Ahuja, l’azienda punta a valorizzare asset strategici come l’acquisizione del brand Peanuts e a espandere universi già consolidati come Spider-Man, Ghostbusters, The Boys e Outlander.
