Ventidue giorni. Tanto manca perché Meryl Streep torni a fare quello che sa fare meglio di chiunque altra: dominare il grande schermo. L’attrice più nominata nella storia degli Oscar, con ben 21 candidature accumulate nel corso di una carriera leggendaria, sta per riprendere uno dei suoi personaggi più iconici. Parliamo di Miranda Priestly, la spietata direttrice della rivista di moda Runway, protagonista di Il diavolo veste Prada 2, in arrivo nelle sale il 30 aprile 2026.
E non torna da sola. Insieme a Meryl Streep ci saranno anche Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci, cioè praticamente tutto il cast originale del primo film. La regia è ancora una volta affidata a David Frankel, lo stesso che aveva diretto Il diavolo veste Prada nel 2006. Una reunion vera e propria, vent’anni dopo.
Per scaldare l’attesa, 20th Century Studios ha diffuso il trailer finale del sequel, e le premesse sono piuttosto chiare. La storia riprende le vicende di Andrea Sachs, la giornalista che aveva lavorato come assistente di Miranda Priestly. Sono passati due decenni e le strade delle due donne si incrociano di nuovo quando uno scandalo costringe Miranda a chiedere aiuto proprio ad Andrea per gestire la situazione.
La trama del sequel e il ritorno del cast originale
Ma i problemi per Miranda Priestly non finiscono qui. Mentre fa i conti con il declino della stampa cartacea, deve anche vedersela con Emily, un’altra delle sue ex assistenti, nonché vecchia collega di Andrea. Emily nel frattempo è diventata una potente dirigente di un gruppo del lusso, e controlla un budget pubblicitario di cui Miranda ha disperatamente bisogno. Insomma, le dinamiche di potere si sono ribaltate rispetto al primo film, e questo rende Il diavolo veste Prada 2 qualcosa di più di un semplice sequel nostalgico. Il ritorno di Meryl Streep nei panni di Miranda è un evento che va oltre il cinema: è la conferma di una carriera senza eguali.
21 nomination agli Oscar e un impatto culturale che dura da vent’anni
Meryl Streep accumula 21 candidature agli Oscar. Nessuna attrice nella storia ha fatto altrettanto, e ruoli come quello di Miranda Priestly spiegano perfettamente il perché. Per la prima pellicola, l’attrice aveva ricevuto una nomination, e quel film si è trasformato in un classico moderno imprescindibile. Il diavolo veste Prada dimostrò vent’anni fa che le commedie possono essere un enorme successo al botteghino: incassò circa 300 milioni di euro in tutto il mondo, a fronte di un budget di circa 32 milioni di euro. Curiosamente, Il diavolo veste Prada uscì nelle sale nello stesso periodo di Superman Returns (2006), il film con Brandon Routh. La pellicola DC lo superò agli incassi, eppure oggi quasi nessuno ricorda quella versione di Superman, mentre la storia di Miranda Priestly resta profondamente radicata nella cultura popolare. A volte l’impatto culturale conta più dei numeri puri e semplici.
