Google Play Store dovrebbe essere il posto più sicuro per scaricare app su Android, almeno stando a quello che Google stessa racconta da tempo. Eppure basta fare un giro tra le pagine dello store per rendersi conto che la realtà è parecchio diversa dalla teoria. Tra cloni di GTA 6, finti giochi che scimmiottano titoli Nintendo e app truffaldine di ogni tipo, il negozio digitale di Mountain View sembra tutto fuorché quel giardino recintato e protetto che viene descritto quando si parla dei rischi del sideload su Android.
Cloni ovunque: da Tomodachi Life a GTA 6
Il problema non è nuovo, ma nelle ultime settimane ha raggiunto livelli francamente imbarazzanti. Uno dei casi più evidenti riguarda i cloni di Tomodachi Life, il titolo Nintendo uscito su Switch che ha riscosso un successo enorme sia nelle vendite che sui social, grazie alle meccaniche di gioco che permettono di creare situazioni divertenti e virali. Come succede puntualmente quando un gioco diventa popolare, il Play Store si è riempito di imitazioni più o meno sfacciate, con grafiche spesso copiate direttamente dal gioco originale e una qualità complessiva che definire scarsa è un eufemismo. Il rischio, oltre alla delusione, è anche quello di incappare in app potenzialmente pericolose per la sicurezza del dispositivo.
E poi c’è il caso più clamoroso: GTA 6, il titolo più atteso dell’intera generazione videoludica, è già “disponibile” sul Play Store. Non solo: risulta persino in accesso in anteprima, con acquisti in app che vanno da 29,99 a 59,99 euro. Il che ha un certo umorismo involontario, considerando che in tanti si preoccupavano che il gioco vero potesse arrivare a costare quasi 100 euro. La scheda dell’app utilizza immagini ufficiali e screenshot presi direttamente dai trailer di Rockstar, il tutto per convincere chi non sta troppo attento di trovarsi davanti alla versione mobile del vero gioco. Peccato che lo sviluppatore risulti essere tale “Shakila developer”, e non esattamente Rockstar Games.
Google predica sicurezza ma non controlla il suo store
Il punto centrale di tutta la faccenda è la contraddizione enorme in cui si trova Google. Da un lato, porta avanti una campagna piuttosto aggressiva contro il sideload, sostenendo che installare app al di fuori del Play Store espone gli utenti a truffe e malware. Dall’altro, il suo stesso negozio digitale è infestato da titoli palesemente falsi, che riescono non solo a superare i controlli di pubblicazione, ma anche a raggiungere numeri di download tutt’altro che trascurabili. Il clone di Tomodachi Life ha superato i 150.000 download, quello di GTA 6 è oltre quota 50.000. Numeri che significano decine di migliaia di utenti potenzialmente esposti a rischi concreti.
La domanda a questo punto è piuttosto semplice: come è possibile che a Mountain View nessuno intervenga in modo tempestivo su questo tipo di applicazioni? O meglio ancora, come è possibile che queste app vengano approvate e pubblicate in primo luogo? Google ha costruito un intero discorso sulla sicurezza del suo ecosistema chiuso, ma poi lascia che il Play Store venga popolato da app che sfruttano nomi enormi come GTA 6 o Tomodachi Life per ingannare gli utenti meno esperti. Una piattaforma che fa della sicurezza il proprio punto di forza principale non può permettersi questo livello di trascuratezza nei controlli, soprattutto quando chiede agli utenti di fidarsi ciecamente del proprio store come unica fonte affidabile per le applicazioni Android.

