Un taglio da almeno 660 milioni di euro al bilancio della principale agenzia di cybersecurity degli Stati Uniti. Questo è il piano che l’amministrazione Trump ha messo nero su bianco per il 2027, prendendo di mira la CISA, acronimo di Cybersecurity and Infrastructure Security Agency. La proposta è stata resa pubblica nei giorni scorsi all’interno di un pacchetto di bilancio più ampio, lo stesso che include anche la privatizzazione della sicurezza aeroportuale.
Secondo quanto dichiarato dall’amministrazione, il taglio al budget della CISA servirebbe a riportare l’agenzia sulla sua “missione centrale”: proteggere la rete civile federale e le infrastrutture critiche dagli attacchi informatici. Il documento parla esplicitamente di eliminare quella che viene definita “strumentalizzazione e spreco”. Non solo: la proposta accusa l’agenzia di essersi concentrata sulla “censura”, un riferimento quasi certo agli sforzi della CISA per contrastare la disinformazione durante le elezioni presidenziali del 2020, che Trump perse. Tra le voci da eliminare figurano anche programmi considerati duplicati, come quelli sulla sicurezza scolastica, già presenti a livello statale e federale.
Un copione che si ripete, con numeri ancora più pesanti
Non è la prima volta che succede qualcosa del genere. Già l’anno scorso l’amministrazione aveva proposto di ridurre il budget dell’agenzia di circa 470 milioni di euro, pari a circa il 17% del suo bilancio federale, usando argomentazioni molto simili e già allora smentite più volte. In quell’occasione, però, il Congresso aveva resistito e dopo una serie di negoziati il taglio effettivo era sceso a circa 126 milioni di euro. Stavolta la cifra è decisamente più alta e il braccio di ferro con i legislatori potrebbe essere ancora più duro.
Se la proposta dovesse passare così com’è, il budget operativo della CISA scenderebbe a circa 1,87 miliardi di euro. Legislatori ed esperti di sicurezza hanno già lanciato l’allarme: l’agenzia si trova in condizioni molto difficili dopo un anno fatto di tagli, riduzione del personale e licenziamenti che hanno portato alla perdita di centinaia di dipendenti. A rendere il quadro ancora più instabile, la CISA non ha un direttore permanente confermato dal Senato da quando Trump è tornato in carica nel 2025.
Attacchi informatici in aumento mentre l’agenzia perde risorse
Il paradosso è evidente. Mentre si discute di ridurre le risorse destinate alla cybersecurity federale, il governo degli Stati Uniti ha subito diversi attacchi informatici gravi nell’ultimo anno. Tra questi, una presunta violazione russa del sistema di archiviazione delle corti federali statunitensi, attacchi cinesi diretti contro dipartimenti del governo federale e un’operazione di hacker iraniani che hanno diffuso le email personali del direttore dell’FBI Kash Patel.
