Nissan lancia l’allarme: i dazi sulle auto costruite in Messico rischiano di far salire i prezzi dei modelli più accessibili venduti negli Stati Uniti. E non si parla di cifre trascurabili. Secondo la casa giapponese, le tariffe imposte sui veicoli prodotti in territorio messicano aggiungono tra i 2.200 e i 2.650 euro circa per ogni singola vettura. Modelli come Sentra e Kicks, che oggi partono rispettivamente da circa 19.900 euro e 19.750 euro, sono tra le poche auto nuove ancora abbordabili sul mercato americano. Questi aumenti mettono a rischio proprio quel posizionamento.
Il punto è piuttosto chiaro: se Nissan fosse costretta a spostare la produzione negli Stati Uniti, i costi lieviterebbero in modo significativo. E quei costi, dice l’azienda, non possono essere assorbiti internamente. Verrebbero quindi scaricati sugli acquirenti. Le auto costruite in Messico hanno rappresentato più di un terzo del volume di vendite di Nissan negli USA lo scorso anno. Ciò dà un’idea della portata del problema.
Prima della sua dismissione dal mercato statunitense, Nissan produceva in Messico anche la Versa, che era stata l’ultima auto nuova con un prezzo sotto i 17.600 euro circa. Per dare un po’ di contesto, il prezzo medio di un’auto nuova negli Stati Uniti si aggira oggi intorno ai 43.500 euro, sceso rispetto al picco di circa 44.350 euro registrato a dicembre. Numeri che rendono ancora più evidente quanto sia cruciale mantenere in vita una fascia di ingresso accessibile.
I prossimi mesi saranno decisivi per i dazi e l’accordo USMCA
Intervenendo al New York Automotive Forum, il presidente di Nissan Americas, Christian Meunier, ha dichiarato che costruire queste auto entry level negli Stati Uniti allo stesso costo sarebbe impossibile. “Non potremmo farlo”, ha detto, spiegando che il vero nodo è il margine di profitto, troppo sottile per reggere un aumento dei costi di produzione.
Nissan ha comunque avviato colloqui con i legislatori americani per cercare di ottenere un alleggerimento delle tariffe. Secondo Meunier, i politici si sono mostrati ricettivi. “L’accessibilità è qualcosa a cui il governo tiene, e comprendono le nostre preoccupazioni”, ha affermato. Resta però da capire se questa apertura si tradurrà in qualcosa di concreto, soprattutto considerando la linea dura dell’amministrazione Trump.
La questione potrebbe trovare una svolta nei prossimi mesi. L’accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada (noto come USMCA) è in fase di revisione obbligatoria, con una possibile estensione prevista per il primo luglio. Se i tre Paesi dovessero concordare il rinnovo, l’intesa resterebbe in vigore per altri 16 anni.
Trump, però, non ha mostrato alcuna intenzione di rinegoziare o valorizzare quell’accordo. A gennaio ha dichiarato che non gli “importa granché”, definendolo “irrilevante” e sostenendo che “non ha alcun vero vantaggio”. Nello stesso intervento, ha aggiunto: “Non abbiamo bisogno di auto fatte in Canada, non abbiamo bisogno di auto fatte in Messico, vogliamo farle qui, ed è quello che sta succedendo.”
