L’aumento dei prezzi di Netflix torna a far parlare di sé, anche se stavolta la notizia riguarda esclusivamente gli utenti dall’altra parte dell’oceano. La piattaforma di streaming più famosa al mondo ha infatti annunciato un nuovo ritocco verso l’alto per i propri abbonamenti negli Stati Uniti, con incrementi compresi tra circa 1 e 2 euro a seconda del piano scelto. Chi si trova in Italia, almeno per il momento, può tirare un sospiro di sollievo: nessun rincaro è stato comunicato per il mercato italiano.
La dinamica è ormai nota e si ripete con una certa regolarità. Netflix investe cifre sempre più consistenti per ampliare e migliorare il proprio catalogo, tra produzioni originali, acquisizione di diritti e sviluppo tecnologico della piattaforma. Questi investimenti, però, prima o poi si riflettono sul prezzo finale che gli abbonati si ritrovano a pagare ogni mese. Ed è esattamente quello che sta succedendo oltreoceano, in quello che a questo punto può essere definito l’ennesimo déjà vu per gli utenti americani.
Cosa cambia concretamente e perché l’Italia non è coinvolta
L’aumento dei prezzi annunciato da Netflix per il mercato statunitense varia in base alla tipologia di abbonamento. Gli incrementi oscillano, come detto, tra 1 e 2 euro circa per ogni piano disponibile. Non si tratta di una rivoluzione, certo, ma per chi paga già un abbonamento mensile anche pochi euro in più possono fare la differenza, soprattutto se sommati nel corso di un anno intero.
Per quanto riguarda il mercato italiano, al momento Netflix non ha comunicato alcun rincaro. Questo non significa automaticamente che i prezzi resteranno invariati per sempre, perché storicamente gli aumenti applicati negli Stati Uniti tendono ad arrivare anche in Europa con qualche mese di ritardo. È già successo in passato più di una volta: prima il rincaro parte dagli USA, poi gradualmente si estende ad altri mercati, Italia compresa.
Il meccanismo che ormai si ripete
Chi segue da vicino le vicende legate a Netflix sa bene che questo schema non è una novità. La piattaforma ha bisogno di finanziare una macchina produttiva enorme, fatta di serie originali, film, documentari e contenuti sportivi in continua espansione. Ogni volta che il colosso dello streaming decide di alzare l’asticella della qualità e della quantità dell’offerta, il conto finisce inevitabilmente per arrivare anche agli abbonati.
L’aspetto interessante, stavolta, è che l’aumento dei prezzi di Netflix colpisce solo il mercato americano. Per gli utenti italiani non cambia nulla, almeno nella fase attuale. Resta da capire se e quando la situazione potrebbe evolvere anche dalle nostre parti, ma al momento non ci sono indicazioni concrete in tal senso. L’unica certezza è che Netflix continua a puntare forte sui propri contenuti, e che questa strategia ha un costo che, presto o tardi, si ripartisce su tutta la base di abbonati globale.
