Brutte notizie per chi lavora quotidianamente con Claude Code e si appoggia a strumenti di terze parti per scrivere codice. Anthropic ha deciso di modificare le condizioni legate all’abbonamento standard, e la novità non è esattamente il tipo di sorpresa che fa piacere. Da ora in avanti, i limiti inclusi nel piano non copriranno più l’utilizzo dell’assistente attraverso tool esterni, come il noto progetto open source OpenClaw.
Tradotto in parole povere: chi preferisce non passare dall’interfaccia ufficiale di Claude Code dovrà mettere mano al portafoglio per ogni singola operazione aggiuntiva, pagando a consumo. Niente più copertura flat, niente più margine di manovra. Il messaggio è piuttosto chiaro.
A spiegare la logica dietro questa decisione è stato Boris Cherny, responsabile del progetto Claude Code. Cherny ha sottolineato come i costi generati dall’uso massiccio di harness esterni non siano più sostenibili con un semplice abbonamento a tariffa fissa. In pratica, troppi utenti stavano sfruttando il piano standard per far girare Claude Code attraverso strumenti che moltiplicavano le richieste, rendendo il modello di business attuale insostenibile nel lungo periodo.
La tempistica sospetta e le critiche dalla community
Fin qui, si potrebbe anche capire la scelta di Anthropic da un punto di vista puramente economico. Ma è la tempistica ad aver generato un bel po’ di malumore. E non a caso.
Peter Steinberger, il creatore di OpenClaw, è passato da poco a OpenAI. E proprio Steinberger non ha esitato a puntare il dito contro Anthropic, accusando di fatto l’azienda di voler spingere gli utenti verso il proprio ecosistema chiuso. La critica è piuttosto diretta: secondo Steinberger, Anthropic avrebbe prima tratto ispirazione dalle funzionalità sviluppate dalla community open source, per poi cambiare le carte in tavola una volta che quelle stesse funzionalità erano diventate parte integrante del prodotto ufficiale.
Il fatto che questo cambio di rotta arrivi proprio dopo il passaggio di Steinberger alla concorrenza ha alimentato i sospetti di chi ritiene che la mossa sia più strategica che necessaria. Anthropic, dal canto suo, ha cercato di rassicurare la community ribadendo il proprio supporto al mondo open source. Ma le parole, in questi casi, pesano meno dei fatti.
Il succo della questione è abbastanza semplice. Chi continuerà a usare Claude Code tramite l’interfaccia ufficiale non noterà grandi differenze. Il piano in abbonamento resta valido per l’uso diretto. Ma chi si appoggia a strumenti come OpenClaw o altri harness esterni dovrà fare i conti con un modello a consumo che, a seconda dell’intensità di utilizzo, potrebbe far lievitare parecchio la spesa mensile.
