Il conteggio delle lune di Saturno ha raggiunto un numero che fa girare la testa: 285 satelliti naturali confermati in orbita attorno al gigante con gli anelli. Un record assoluto nel Sistema Solare, ottenuto grazie alla recente scoperta di altre 11 lune che sono state aggiunte alla lista ufficiale. Eppure, di tutte queste 285 lune, solo il 22% ha un nome ufficiale. Poco più di 60 su quasi trecento. E la cosa ha una spiegazione piuttosto concreta.
Il problema, se così si può chiamare, è legato alla velocità con cui vengono individuati nuovi satelliti rispetto ai tempi necessari per assegnare un nome riconosciuto dalla comunità astronomica internazionale. Ogni nome deve passare attraverso l’Unione Astronomica Internazionale (IAU), che ha regole precise e procedure tutt’altro che rapide. Le lune di Saturno, per tradizione, prendono il nome da figure della mitologia norrena, gallica, inuit e di altre culture, ma trovare nomi appropriati per decine e decine di corpi celesti scoperti in blocco non è esattamente un’operazione che si fa in un pomeriggio.
Come si scoprono così tante lune in poco tempo
La domanda sorge spontanea: com’è possibile che Saturno continui ad accumulare satelliti a questo ritmo? Gran parte del merito va alle tecniche osservative moderne, sempre più raffinate. I telescopi di nuova generazione e gli algoritmi di analisi delle immagini permettono di individuare oggetti piccolissimi in orbita, rocce irregolari di pochi chilometri di diametro che fino a qualche anno fa sarebbero state del tutto invisibili. Molte delle nuove lune scoperte sono proprio così: frammenti minuscoli, probabilmente residui di collisioni avvenute milioni di anni fa.
Queste lune non assomigliano nemmeno lontanamente ai grandi satelliti come Titano o Encelado, che sono mondi a sé stanti con atmosfere e oceani sotterranei. Parliamo invece di sassi cosmici catturati dalla gravità di Saturno, spesso con orbite molto ellittiche e inclinate. Classificarli e studiarli richiede tempo, e nel frattempo restano identificati solo con sigle provvisorie composte da lettere e numeri.
Il confronto con Giove e la corsa al primato
Per mettere le cose in prospettiva, vale la pena ricordare che fino a poco tempo fa era Giove a detenere il record di lune conosciute nel Sistema Solare. La competizione tra i due giganti gassosi è andata avanti per anni, con annunci alternati di nuove scoperte che spostavano il primato da una parte all’altra. Con queste ultime 11 lune, Saturno si è portato nettamente in testa, e non sembra intenzionato a mollare la posizione.
La differenza numerica potrebbe anche aumentare nei prossimi mesi. Le campagne osservative dedicate a Saturno sono ancora in corso, e il potenziale per nuove scoperte resta alto. Ogni volta che gli strumenti migliorano anche solo di poco, saltano fuori altri puntini di luce che si rivelano essere satelliti naturali in orbita stabile.
