La situazione finanziaria di Ubisoft è tutt’altro che rosea. Il publisher francese ha chiuso l’anno fiscale 2025/2026, terminato a fine marzo scorso, con numeri che fanno parecchio rumore: perdite operative pari a 1,3 milioni di euro secondo gli standard IFRS, un dato che rappresenta un record negativo per la compagnia. E le previsioni per i prossimi mesi non lasciano spazio a grande ottimismo.
A comunicare i risultati è stato il CEO Frédérick Duguet, durante una conferenza finanziaria dedicata proprio alla presentazione dei conti dell’ultimo anno fiscale. Il quadro che ne esce è quello di un’azienda sotto forte pressione, con un calo generalizzato nelle vendite che ha colpito praticamente su tutti i fronti. Il net booking è sceso del 17,4%, fermandosi a 1,53 milioni di euro. Numeri che, va detto, non arrivano come un fulmine a ciel sereno: Ubisoft sta attraversando una fase di profonda ristrutturazione e le difficoltà erano già nell’aria da tempo.
Il prossimo anno fiscale non sarà da meno
Quello che preoccupa è che nemmeno il nuovo anno fiscale, partito ad aprile e destinato a chiudersi a marzo 2027, sembra portare segnali di inversione di rotta. Secondo le previsioni della compagnia, ci si aspetta un ulteriore calo nelle vendite stimato tra l’8% e il 9%, con una perdita operativa che dovrebbe restare a cifra singola. Insomma, Ubisoft sa già che sarà un altro periodo complicato e non prova nemmeno a nasconderlo.
Il vero punto di svolta, almeno nelle intenzioni, dovrebbe arrivare con l’anno fiscale 2027/2028. È lì che la compagnia punta a tornare finalmente in profitto, facendo leva su una lineup di uscite importanti e su una crescita nel comparto dei giochi live service. Una scommessa non da poco, che richiederà evidentemente che i titoli in cantiere riescano a centrare il bersaglio sia in termini di qualità che di vendite.
La strategia passa da Assassin’s Creed, Far Cry e Ghost Recon
Per alimentare questa ripresa, Ubisoft ha delineato un piano che prevede il lancio di alcuni dei suoi franchise più celebri entro marzo 2029. Si parla di nuovi capitoli di Assassin’s Creed, Far Cry e Ghost Recon, tre nomi che storicamente hanno rappresentato i pilastri commerciali del publisher. È su queste produzioni di alto profilo che la compagnia intende costruire il proprio rilancio economico.
Quello che però salta all’occhio è ciò che manca dalla tabella di marcia. Né Splinter Cell né Beyond Good and Evil 2 compaiono nei piani a medio e lungo termine di Ubisoft. Due titoli che i fan aspettano da anni e che, almeno per ora, sembrano essere finiti in un limbo dal quale non è chiaro se e quando usciranno. Una scelta che dice molto sulle priorità attuali della compagnia, tutta concentrata nel tentativo di stabilizzare i conti e riportare i numeri in territorio positivo.
