Il rapporto tra gli italiani e il proprio smartphone è fatto di affetto, abitudine e qualche contraddizione che vale la pena raccontare. A fotografare questa situazione ci ha pensato una ricerca Swappie, condotta dall’istituto SWG e diffusa in occasione del World Backup Day del 31 marzo, la giornata mondiale dedicata alla protezione dei dati digitali. I risultati parlano chiaro: da una parte c’è un attaccamento quasi sentimentale al telefono, dall’altra una certa leggerezza nel proteggere ciò che contiene.
Partiamo dal dato che colpisce di più. Solo 3 italiani su 5 eseguono un backup prima di cambiare telefono. Significa che una fetta consistente della popolazione lascia ricordi, contatti, foto e documenti esposti a rischi del tutto evitabili. Eppure il 65% degli intervistati considera le fotografie il contenuto più irrinunciabile del proprio dispositivo. C’è qualcosa che non torna, ed è proprio questo il punto.
Lo smartphone è diventato un archivio emotivo della vita quotidiana, ma la cura che gli si dedica non è sempre all’altezza di quello che custodisce. Un italiano su tre dichiara persino di avere un rapporto affettivo col proprio telefono, descrivendolo come un compagno che aiuta a combattere noia, solitudine e momenti di imbarazzo. Molti lo associano a ricordi importanti: viaggi, amori, fasi significative della propria esistenza.
Vecchi smartphone: perché finiscono tutti nel cassetto
La ricerca Swappie mette in luce anche un’altra abitudine diffusissima. Al momento di cambiare telefono, il vecchio dispositivo quasi sempre non viene venduto né riciclato. Il 77% degli italiani conserva i vecchi smartphone da qualche parte in casa. Le motivazioni? Un po’ per sicurezza, un po’ per paura di perdere informazioni, un po’ per pura nostalgia. Quasi 2 italiani su 5 ammettono di provare disagio all’idea di separarsi dal vecchio telefono, e 1 su 5 lo tiene proprio per affetto, come se fosse un pezzo della propria storia personale.
È un comportamento che racconta tanto: attaccamento emotivo, una certa ansia digitale e, inevitabilmente, un problema concreto di accumulo di rifiuti elettronici. Non a caso, un italiano su due considera questo tema urgente. Eppure quei cassetti continuano a riempirsi.
Qualche consiglio pratico per proteggere davvero i propri dati
E’ importante ribadire alcune buone pratiche che possono evitare parecchi grattacapi. La prima, e più ovvia: eseguire backup completi con regolarità, sfruttando servizi cloud oppure supporti fisici esterni, meglio ancora se in modalità automatica. Poi c’è la questione sicurezza degli account: password robuste e autenticazione a due fattori restano strumenti fondamentali e troppo spesso ignorati. Infine, quando si cambia dispositivo, dopo aver completato il backup è sempre bene cancellare tutti i dati dal vecchio telefono in modo sicuro, prima di riporlo nel cassetto o, ancora meglio, prima di avviarlo verso una seconda vita tramite vendita, permuta o riciclo.
