Il settore automobilistico sta vivendo un’inversione di tendenza piuttosto significativa, e Volkswagen sembra intenzionata a guidarla senza troppi giri di parole. Dopo anni passati a rincorrere il modello minimalista di Tesla, fatto di grandi touchscreen e superfici touch ovunque, il costruttore tedesco ha deciso che era ora di cambiare strada. E non lo dice un comunicato stampa qualunque: a confermarlo è stato direttamente il CEO Thomas Schäfer, che in un’intervista ha definito il ritorno ai pulsanti fisici una questione “non negoziabile”. Proprio così, senza spazio per compromessi.
La decisione non nasce dal nulla. Arriva dopo un periodo in cui le scelte di design di Volkswagen non hanno esattamente fatto scintille tra i clienti. Le superfici touch capacitive piazzate al posto dei classici pulsanti a pressione si sono rivelate poco amate, e persino i comandi dei finestrini, pur essendo fisici, hanno generato polemiche. Dal lato guidatore mancavano i controlli dedicati per i vetri posteriori. Un dettaglio che può sembrare piccolo, certo, ma che ha infastidito parecchi acquirenti. E quando si parla di un marchio popolare come Volkswagen, anche i dettagli pesano.
Il CEO di Volkswagen contro il design “alla iPhone”
Schäfer ha ammesso con una certa franchezza che queste scelte derivavano da quello che ha chiamato uno “spirito di design alla iPhone”. Ha anche riconosciuto quanto sia stato complicato convincere i designer interni ad abbandonare quella filosofia per tornare a un approccio più tradizionale e soprattutto intuitivo. Ma per il CEO non c’erano alternative praticabili.
“Ho detto: ascoltate, ci sono due cose che per me sono assolutamente non negoziabili: le maniglie delle porte e i pulsanti. Non capisco perché qualcuno dovrebbe volere slider touch“, ha dichiarato Schäfer.
Il punto, se ci si pensa, è abbastanza semplice. Quasi tutti i costruttori hanno cercato di replicare l’esperienza Tesla senza riuscirci davvero. I grandi schermi sono diventati onnipresenti nelle auto moderne, ma pochissimi sono riusciti a sviluppare interfacce altrettanto fluide e intuitive. Il risultato? Un crescente malcontento tra i consumatori, che a un certo punto hanno iniziato a rimpiangere i vecchi comandi fisici. Vale la pena segnalare che anche Scout Motors, altro marchio del Gruppo Volkswagen, ha deciso di puntare forte sui controlli tattili tradizionali come elemento distintivo della propria strategia.
Nomi più semplici e un’identità da riscoprire
Il ritorno ai pulsanti fisici non è l’unico cambiamento che Volkswagen ha in programma. Schäfer vuole anche abbandonare le sigle criptiche che hanno caratterizzato i modelli recenti per tornare a nomi più riconoscibili e immediati. Una scelta che rientra in un ripensamento più ampio dell’identità del marchio.
“Una Volkswagen dovrebbe avere un volto amichevole. Una maniglia della porta deve essere intuitiva, facile da usare quando arrivi all’auto con le mani piene di borse della spesa. E riporteremo i veri pulsanti e i veri nomi, per auto che puoi capire immediatamente”, ha spiegato il CEO.
Nonostante oltre due milioni di auto elettriche vendute fino ad oggi, Volkswagen sta attraversando un momento complesso in diversi mercati. Schäfer sembra convinto che tornare alle basi, riscoprendo ciò che ha reso il marchio un successo in passato, sia la strada giusta per riconquistare la fiducia dei clienti. Una maniglia che funziona, un pulsante che si preme, un nome che si ricorda: roba che fino a qualche anno fa sembrava scontata e che ora Volkswagen rilancia come parte centrale della propria strategia futura.
