Il 2026 non è partito nel modo migliore per Tesla. Il primo trimestre dell’anno ha fatto registrare uno dei risultati più deboli degli ultimi anni, con le consegne globali che si sono fermate a 358.023 veicoli, ben al di sotto della stima media degli analisti, che si aggirava intorno alle 372.000 unità. È il secondo trimestre consecutivo in cui Tesla manca le previsioni, un dato che inizia a pesare sulla narrativa di crescita costante che ha accompagnato il marchio per anni.
Il confronto con lo stesso periodo del 2025 resta tecnicamente positivo, con un +6,3%, ma il quadro complessivo racconta altro. Si tratta di uno dei risultati più bassi dalla metà del 2022, se si esclude quel periodo anomalo segnato dallo stop produttivo della Model Y e dalle polemiche che avevano coinvolto l’amministratore delegato Elon Musk durante la sua partecipazione all’amministrazione Trump.
La gran parte delle consegne del trimestre è arrivata da Model 3 e Model Y, con oltre 340.000 unità complessive. Il contributo degli altri modelli, incluso il Cybertruck, è stato decisamente più marginale. Sul fronte della produzione, Tesla ha costruito oltre 408.000 veicoli, un numero che evidenzia un disallineamento tra quanto viene prodotto e quanto effettivamente arriva nelle mani dei clienti.
Il mercato statunitense frena, la concorrenza cresce
A complicare le cose per Tesla c’è soprattutto il contesto del suo primo mercato, gli Stati Uniti. La progressiva eliminazione degli incentivi federali per l’acquisto di veicoli elettrici ha ridotto in modo sensibile la spinta alla domanda. In parallelo, le nuove politiche dell’amministrazione hanno allentato ulteriormente i vincoli su emissioni ed efficienza, finendo per favorire un ritorno degli investimenti verso i modelli a combustione interna. Un doppio colpo che sta rallentando le vendite di auto elettriche in tutto il Paese.
E poi c’è la questione della concorrenza, che non è mai stata così agguerrita. I produttori cinesi continuano a guadagnare terreno a livello globale, mentre la gamma di Tesla inizia a mostrare qualche segno del tempo. Modelli come Model S e Model X sono ormai avviati verso l’uscita di scena, e questo riduce ulteriormente le opzioni a disposizione dei potenziali acquirenti.
Energia in calo e scommesse sul futuro
Non è solo il settore automotive a mostrare qualche crepa. Anche il business energetico di Tesla, che negli ultimi anni aveva rappresentato una leva di crescita importante, ha registrato una flessione nel primo trimestre: 8,8 GWh installati contro i 10,4 GWh dello stesso periodo del 2025. Un calo che aggiunge un altro elemento di cautela al quadro generale.
Nel frattempo, Musk continua a spingere su nuove direttrici strategiche: intelligenza artificiale, robotica e guida autonoma. Tra i progetti più attesi c’è il Cybercab, un veicolo pensato per il servizio robotaxi, completamente privo di volante e pedali. Un progetto ambizioso, su questo non ci sono dubbi, ma ancora tutto da dimostrare sul piano commerciale e regolamentare.
