A Gaydon si respira un’aria che sa di rivoluzione, e al centro di tutto c’è Jaguar con la sua Type 00, il prototipo che segna l’inizio di una nuova era per il marchio britannico. Rawdon Glover, managing director di Jaguar, ha raccontato cosa sta accadendo dietro le quinte di quella che è probabilmente la trasformazione più radicale nella storia del brand inglese. E le sue parole lasciano poco spazio ai dubbi: non si tratta di un semplice restyling, ma di una rifondazione completa.
Nella migliore tradizione del marchio, Jaguar punta a rompere le convenzioni. Niente regole già scritte, soprattutto nel mondo delle auto elettriche. Un cambio di linguaggio stilistico netto rispetto al passato recente, anche se la promessa è che ogni Jaguar continuerà a guidare come una Jaguar. La Type 00, una GT a quattro porte alta appena 1,4 metri, rappresenta perfettamente questa filosofia. Dove normalmente i costruttori sono costretti a scegliere tra autonomia e proporzioni contenute, qui si è trovata un’altra strada: parte del pacco batterie è stata posizionata davanti alle strutture inferiori, ripensando completamente la gestione dell’energia e il comportamento in caso di impatto. Il risultato è un coefficiente aerodinamico di 0,23, che ne fa la Jaguar più aerodinamica di sempre. Tutto questo senza cedere alla tentazione delle elettriche tutte uguali, tondeggianti e con ruote piccole. Per arrivare a quel numero si è partiti da circa 0,3, con qualcosa come 15.000 test e modifiche grazie al lavoro congiunto di designer, modellatori e ingegneri.
Prezzo, clientela e futuro della gamma Jaguar
Non è un’auto per tutti, questo è chiaro fin da subito. Il prezzo medio in Europa supererà i 130.000 euro, quindi si parla di una fascia alta dove contano il design, la qualità e una certa attitudine mentale. I clienti tipo saranno probabilmente più urbani che rurali, aperti all’elettrico anche se non necessariamente già utilizzatori. Persone indipendenti, sicure delle proprie scelte, attratte da marchi che le rappresentano. Ogni utilizzo della Type 00 deve essere, nelle parole di Glover, un momento significativo.
Guardando oltre il primo modello, le future Jaguar condivideranno alcuni elementi chiave della GT a quattro porte: proporzioni marcate, identità forte, altezza contenuta. Nessun SUV alto all’orizzonte, perché quel territorio è già coperto egregiamente da Range Rover. Ci sarà coerenza stilistica tra i modelli, ma ognuno avrà una personalità distinta. Il secondo modello è già in lavorazione, e il team ne è entusiasta quanto lo è del primo.
La comunicazione controversa e la scelta dell’elettrico puro
Impossibile non toccare il tema della campagna di lancio, quella che ha fatto discutere mezzo mondo tra spot colorati, personaggi androgini e la cancellazione dei post su Instagram. Glover non si nasconde: l’obiettivo era dare un segnale forte, dire al mondo che Jaguar stava facendo qualcosa di radicale. Il problema è che i social sono una piattaforma binaria, divisiva, dove sfumature e racconti articolati si perdono facilmente. Per tre giorni Jaguar è diventato il marchio più discusso a livello globale, il che da un lato ha generato un’attenzione enorme, dall’altro ha fatto perdere il controllo della narrazione. Adesso, con la possibilità di parlare anche di ingegneria e dinamica di guida, la storia si ricompone con più coerenza.
Sul colore rosa della presentazione a Miami, Glover ricorda che è il colore della città, dei suoi tramonti, del team di football locale. E rilancia: la vera domanda è se l’auto fosse bella.
Quanto alla possibilità di versioni ibride, la risposta è secca. Jaguar sarà esclusivamente elettrica. Con autonomie nell’ordine dei 700 km, il tema dell’ansia da ricarica diventa molto meno rilevante. Il secondo modello della gamma è già nelle fasi finali di sviluppo.


