Il pick up elettrico di casa Tesla continua a far parlare di sé, e non sempre per le ragioni giuste. Cybertruck è arrivato sul mercato come un veicolo rivoluzionario, con quel design spigoloso in acciaio inossidabile che divide chiunque lo guardi. Ma al di là dell’estetica polarizzante, sono i problemi concreti emersi nel tempo a tenere banco tra proprietari, appassionati e addetti ai lavori.
Partiamo dalla carrozzeria in acciaio inossidabile, che sulla carta doveva essere uno dei punti di forza assoluti. Nella pratica, si è rivelata un grattacapo notevole. Il materiale è soggetto a macchie, impronte digitali e segni di corrosione che appaiono in condizioni che nessuno si aspetterebbe da un veicolo venduto a cifre così importanti. Diversi proprietari di Cybertruck hanno documentato la comparsa di macchie di ruggine arancione sulla superficie, una cosa che per un mezzo costruito in acciaio inox è quantomeno paradossale. La manutenzione della carrozzeria richiede attenzioni particolari e prodotti specifici, rendendo la vita quotidiana con questo pick up decisamente meno spensierata del previsto.
Problemi di qualità costruttiva e finiture
Un altro capitolo dolente riguarda la qualità costruttiva. I pannelli della carrozzeria presentano spesso disallineamenti visibili a occhio nudo, con giunzioni irregolari che su un veicolo di questa fascia di prezzo risultano difficili da giustificare. Le finiture interne ed esterne di Cybertruck hanno ricevuto critiche ricorrenti, con segnalazioni che vanno da plastiche scricchiolanti a componenti che non si incastrano perfettamente. È un tema che Tesla conosce bene anche su altri modelli, ma che su un prodotto così atteso e dal prezzo così elevato pesa ancora di più.
Anche il sistema di chiusura del cassone, il cosiddetto tonneau cover motorizzato, ha dato parecchi grattacapi. Si tratta di una copertura retrattile elettrica che in diversi casi si è bloccata, ha funzionato a singhiozzo oppure ha smesso completamente di rispondere ai comandi. Considerando che è un elemento fondamentale per l’utilizzo pratico di qualsiasi pick up, il fatto che presenti malfunzionamenti così frequenti è un problema serio.
Autonomia, peso e utilizzo nel mondo reale
Sul fronte delle prestazioni reali, Tesla Cybertruck deve fare i conti con un peso notevole che incide in modo significativo sull’autonomia effettiva. Quando il veicolo viene caricato o utilizzato per trainare, i chilometri percorribili con una singola carica calano drasticamente. È il classico scenario in cui i numeri dichiarati sulla carta si scontrano con le condizioni di utilizzo quotidiano, e per chi acquista un pick up con l’intenzione di usarlo davvero come mezzo da lavoro o per il tempo libero, la differenza si sente eccome.
Le dimensioni imponenti di Cybertruck creano ulteriori difficoltà nella guida urbana e nei parcheggi. Il veicolo è largo, lungo e poco agile nelle manovre strette, caratteristiche che in contesti diversi dalle grandi strade americane diventano un limite concreto. La visibilità non è ottimale e il raggio di sterzata non aiuta a gestire le situazioni più complesse.
A tutto questo si aggiungono segnalazioni relative agli aggiornamenti software che in alcuni casi hanno introdotto nuovi bug anziché risolvere quelli esistenti, e problematiche legate alla rete di assistenza, con tempi di attesa per le riparazioni che diversi proprietari hanno definito eccessivi. Tesla Cybertruck resta un veicolo che genera enorme curiosità e attira attenzione ovunque vada, ma la lista delle criticità emerse fino a questo momento è lunga e tocca aspetti che vanno ben oltre i semplici difetti estetici.
