Con i prezzi di benzina e diesel che continuano a salire, il tema del consumo di carburante è diventato una questione quotidiana per milioni di automobilisti. Al 31 marzo i numeri parlano chiaro: 1,748 euro al litro per la benzina e 2,056 per il diesel. Chi usa l’auto tutti i giorni, magari per lavoro, sa bene che ogni centesimo conta. E allora vale la pena mettere insieme tutti quei piccoli accorgimenti che, sommati, possono alleggerire parecchio il conto alla pompa. Sono più di trenta, li abbiamo raggruppati in tre grandi aree: il rifornimento, lo stile di guida e la manutenzione dell’auto.
Partiamo dal rifornimento, che sembra banale ma nasconde parecchie possibilità di risparmio. Prima regola: non fermarsi al primo distributore. Esistono app come Prezzibenzina.it o Waze e il sito Osservaprezzi Carburanti del Ministero che mostrano i prezzi più convenienti zona per zona. Poi ci sono le cosiddette pompe bianche, cioè le stazioni di servizio indipendenti: in Italia sono più di 7.600, spesso vicino ai centri commerciali, e praticano prezzi sotto la media. Il rifornimento self service permette di risparmiare circa il 4% rispetto al servito. Su una Fiat Panda a benzina si passa da circa 69,7 euro a 64,6 euro per il pieno.
Le tessere fedeltà e alcune app di pagamento offrono poi cashback o punti spendibili sul carburante. Attenzione anche al momento in cui si fa il pieno: molti distributori alzano i prezzi nei fine settimana, quindi meglio rifornirsi nei giorni infrasettimanali. Le aree di servizio autostradali? Costano dal 10 al 20% in più rispetto alla viabilità ordinaria. Meglio partire col serbatoio pieno. E fare lunghi trasferimenti per raggiungere il distributore più economico rischia di essere controproducente: se con una Panda ci si sposta di 30 km per risparmiare 10 euro, quasi 5 se ne vanno in benzina. Per chi vive al confine, la Slovenia (circa 1,58 euro al litro) e Livigno (1,45 euro al litro grazie all’assenza di IVA) restano mete competitive, ma con il rischio di code lunghissime. E occhio alle regole: oltre al serbatoio pieno si può portare al massimo una tanica da 10 litri, altrimenti si rischia un’incriminazione per contrabbando.
Lo stile di guida: dove si risparmia davvero
Lo stile di guida è probabilmente il fattore più sottovalutato quando si parla di consumare meno carburante. Una guida fluida e a velocità costante fa miracoli. Niente accelerazioni brusche o sprint ai semafori: dosare il gas in modo graduale è la base. Guardare avanti, osservare il traffico e adottare uno stile predittivo permette di anticipare frenate e riprese, muovendosi con meno sprechi. Chi ha un cambio manuale dovrebbe passare alla marcia superiore il prima possibile, evitando di tirare troppo i giri. Col cambio automatico basta non pestare sul gas e sfruttare, dove presente, la funzione di veleggiamento. Le decelerazioni e le discese sono momenti preziosi: sulle auto ibride contribuiscono a ricaricare la batteria.
Il cruise control su autostrade e tangenziali è un alleato formidabile per mantenere l’andatura costante. E quando possibile, meglio scegliere percorsi con meno semafori e meno traffico, anche usando i navigatori che oggi propongono itinerari ottimizzati per efficienza. La modalità Eco presente su molte auto moderne gestisce motore, acceleratore e cambio per ridurre al minimo i consumi. Il computer di bordo poi fornisce dati in tempo reale e consigli utili sullo stile di guida. Mantenersi leggermente sotto i limiti, ad esempio a 120 invece di 130 in autostrada, aiuta parecchio. E durante le soste lunghe, spegnere il motore se non si ha lo stop/start.
Manutenzione e piccole attenzioni che pesano sul portafogli
Una manutenzione regolare è essenziale: tagliandi puntuali, filtro dell’aria pulito, cambio olio agli intervalli previsti. Un olio motore a bassa resistenza può migliorare sensibilmente l’efficienza. Anche la scelta degli pneumatici conta: l’etichetta europea indica il grado di efficienza dalla A alla E, con differenze fino al 3% di consumo per ogni salto di categoria. La pressione di gonfiaggio va controllata almeno una volta al mese, perché una gomma sgonfia può aumentare i consumi del 4%. Togliere pesi inutili dal bagagliaio e smontare accessori esterni come portapacchi e box da tetto quando non servono migliora l’aerodinamica. I finestrini vanno chiusi in autostrada. Il climatizzatore può peggiorare i consumi dal 10 al 20%, quindi va usato con criterio. Persino il parcheggio ha il suo ruolo: all’ombra d’estate per evitare il surriscaldamento, al sole d’inverno per trovare l’abitacolo già tiepido.
