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X sposta gli utenti a destra: lo studio su Nature che lo dimostra

Uno studio pubblicato su Nature conferma che l'algoritmo di X influenza le opinioni politiche degli utenti spostandole verso destra.

scritto da Denis Dosi 03/04/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
X sposta gli utenti a destra: lo studio su Nature che lo dimostra
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L’algoritmo di X sposta a destra le opinioni politiche di chi usa la piattaforma. Non è più un sospetto, né una sensazione diffusa tra gli addetti ai lavori: è il risultato di una ricerca pubblicata a febbraio su Nature, una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo. Per anni si è parlato degli algoritmi come di una forza capace di influenzare le elezioni, ma le prove concrete erano sempre state piuttosto scarse. E qui sta il punto interessante, perché sembra quasi controintuitivo: gli studi principali condotti fino a quel momento sui social media avevano dimostrato che, quando i meccanismi di raccomandazione venivano disattivati, le posizioni politiche degli utenti non cambiavano in modo apprezzabile.

Un precedente significativo riguardava Facebook e Instagram durante le elezioni americane del 2020. Sostituire il feed algoritmico con uno cronologico non produceva effetti rilevabili sulla polarizzazione. Gli utenti vedevano contenuti diversi, passavano meno tempo online, ma restavano sostanzialmente sulle loro posizioni. Partendo da queste premesse, il gruppo di ricercatori ha costruito il proprio esperimento nell’estate del 2023, contattando migliaia di utenti americani di X tramite i sondaggi di YouGov.

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La richiesta era semplice: per sette settimane, seguire i suggerimenti del feed assegnato. Il campione era diviso in due gruppi, uno con il feed algoritmico (la sezione “For You” che X mostra di default) e l’altro con il feed cronologico, dove i post appaiono nell’ordine di pubblicazione. Entrambi sono stati poi ulteriormente suddivisi per monitorare come cambiassero le opinioni nel tempo. Prima dell’inizio, ogni partecipante compilava un questionario su temi come immigrazione, inflazione, criminalità, le indagini su Donald Trump e il giudizio sull’operato del presidente ucraino Volodimir Zelensky.

I numeri che emergono dalla ricerca

Analizzando oltre 260.000 post mostrati ai partecipanti, i ricercatori hanno individuato differenze sistematiche nell’esposizione ai contenuti. La piattaforma di Elon Musk amplificava in modo sproporzionato i contenuti repubblicani, penalizzava i post dei media tradizionali e promuoveva quelli con maggiore capacità di coinvolgimento. L’esposizione ai contenuti selezionati algoritmicamente portava gli utenti a seguire account di attivisti politici conservatori.

Dopo sette settimane, chi utilizzava il feed algoritmico risultava più incline a dare priorità all’agenda repubblicana. Temi come inflazione, immigrazione e criminalità guadagnavano rilevanza (+4,7%). Gli utenti erano il 5,5% più propensi a ritenere inaccettabili le indagini penali su Trump, descrivendole come contrarie allo stato di diritto e lesive della democrazia. Sulla guerra in Ucraina, erano il 7,4% meno propensi ad avere un giudizio positivo di Zelensky. Il feed algoritmico riduceva del 5,2% la possibilità di un uso minore della piattaforma e aumentava del 3,7% la probabilità di seguire account di attivisti conservatori.

Philine Widmer, tra gli autori dello studio, ha dichiarato: “Questo significa che gli algoritmi potrebbero non limitarsi a confermare ciò che le persone pensano già, ma addirittura spostarne le opinioni. Non possiamo dimostrare che un’esposizione più lunga cambierebbe anche l’appartenenza partitica, ma è una possibilità, dato che sette settimane sembrano sufficienti a cambiare quali priorità politiche si ritengano importanti”.

Un problema che va oltre la singola piattaforma

Chi passava dal feed cronologico a quello algoritmico spostava le proprie opinioni in una direzione più conservatrice. Il passaggio inverso, dall’algoritmico al cronologico, non produceva effetti comparabili. Uno spostamento silenzioso, veloce, e non necessariamente volontario. Anche senza cambiare partito, potevano cambiare l’agenda e le priorità politiche.

La ricerca ha anche confermato empiricamente che gli algoritmi di X risultano allineati con la crociata contro i media tradizionali portata avanti da Musk e Trump. Alcune testate, come l’agenzia Associated Press, sono state bandite dagli uffici presidenziali, attaccate pubblicamente e perseguite con cause legali. Tuttavia, le prime evidenze di queste caratteristiche della piattaforma sono precedenti persino all’acquisto di X da parte di Musk.

Walter Quattrociocchi, ricercatore presso l’Università La Sapienza, ha offerto una prospettiva ulteriore: “Le piattaforme non sono semplicemente contenitori neutrali in cui emergono camere dell’eco locali, ma tendono a sviluppare profili ideologici stabili a livello sistemico. Il lavoro non dimostra una manipolazione diretta delle opinioni, ma evidenzia un meccanismo più profondo: gli algoritmi non cambiano chi sei, ma contribuiscono a determinare in quale ambiente informativo ti muovi e, una volta che quell’ambiente si stabilizza, gli effetti diventano persistenti”.

algoritmodestrapolarizzazioneSocialx
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Denis Dosi
Denis Dosi

Laureato in ingegneria informatica nel lontano 2013, da sempre appassionato di scrittura e tecnologia sono riuscito a convogliare in un'unica professione le mie due più grandi passioni grazie a TecnoAndroid.

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