Revolut finisce nel mirino dell’AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha deciso di infliggere una multa complessiva superiore a 11 milioni di euro alla società britannica. L’accusa è di pratiche commerciali ritenute scorrette. Queste, secondo l’Autorità, avrebbero coinvolto sia la comunicazione sui servizi di investimento sia la gestione dei servizi bancari offerti alla clientela italiana.
Entrando nel dettaglio, l’AGCM ha contestato a Revolut di aver diffuso messaggi ingannevoli riguardanti i servizi di investimento proposti ai propri utenti. Non solo: l’Autorità ha anche evidenziato l’utilizzo di modalità definite aggressive e ingannevoli nella gestione dei servizi bancari. Una doppia accusa, insomma, che tocca aspetti centrali dell’operatività della fintech nel mercato italiano.
La sanzione non è un provvedimento unico, ma rappresenta in realtà la somma di tre diverse multe distinte, ciascuna indirizzata a varie società controllate direttamente dalla holding principale, ovvero Revolut Group Holdings Ltd. Un aspetto che dà l’idea della complessità della struttura societaria coinvolta e della portata dell’indagine condotta dall’Antitrust.
Violazioni del Codice del Consumo e possibili effetti su consumatori e microimprese
Secondo quanto dichiarato dall’AGCM, le pratiche contestate a Revolut violano diversi articoli del Codice del Consumo. La preoccupazione principale dell’Autorità riguarda l’impatto concreto che queste condotte possono avere sulle decisioni economiche dei consumatori e delle microimprese. Quando la comunicazione su prodotti finanziari risulta poco trasparente o addirittura fuorviante, il rischio è che gli utenti compiano scelte senza avere piena consapevolezza di ciò che stanno sottoscrivendo. Ed è esattamente questo il punto su cui l’Antitrust ha voluto intervenire con fermezza.
La multa da oltre 11 milioni di euro rappresenta uno dei provvedimenti più significativi rivolti a una fintech operante in Italia negli ultimi tempi, e segnala un’attenzione crescente da parte delle autorità di vigilanza verso i nuovi operatori del settore bancario digitale.
Revolut annuncia ricorso: «Le nostre comunicazioni sono chiare e trasparenti»
Revolut, dal canto proprio, non ha accolto in silenzio la decisione. La società ha già fatto sapere di non concordare assolutamente con le conclusioni dell’AGCM e di voler presentare ricorso. In una nota ufficiale, la fintech ha dichiarato di essere fiduciosa che le proprie comunicazioni siano chiare e trasparenti, ribadendo che la tutela dei milioni di clienti rappresenta la priorità assoluta.
Revolut ha inoltre sottolineato di operare nel pieno rispetto dei rigorosi standard bancari italiani, precisando che le verifiche sui conti sono obbligatorie e necessarie per proteggere sia la clientela sia l’integrità del sistema finanziario nel suo complesso. Una posizione netta, che lascia prevedere un iter legale tutt’altro che breve per la risoluzione della vicenda.
