Il ritorno della Porsche 911 Dakar era nell’aria, e adesso c’è la conferma. Un prototipo della coupé rialzata è stato fotografato durante i test nel nord della Svezia, segno che una seconda generazione basata sulla 992.2 aggiornata è effettivamente in fase di sviluppo. Del resto, con la prima serie limitata a 2.500 esemplari andati esauriti quasi all’istante e oggi scambiati a cifre fuori da ogni logica, era più sorprendente il contrario.
Dal punto di vista estetico, nessuna rivoluzione in vista. D’altronde, quando si parla di aggiornamenti nel design della 911, le rivoluzioni non fanno proprio parte del vocabolario Porsche. Sul frontale le modifiche sono sottili: la novità più evidente riguarda gli indicatori di direzione, ora integrati direttamente nei fari, seguendo la linea stilistica della 992.2 rinnovata. Il posteriore offre qualche spunto in più. Questo prototipo sembra essere sprovvisto dell’alettone fisso, montando invece quello a scomparsa del modello standard. Potrebbe trattarsi di una scelta legata allo stadio ancora iniziale dello sviluppo. Quello che non lascia dubbi, però, è l’assetto rialzato e la postura muscolosa, inconfondibile marchio di fabbrica della Dakar.
Interni aggiornati e addio alla chiave a rotazione?
È nell’abitacolo che ci si aspettano i cambiamenti più significativi. Come il resto della gamma 992.2, anche la nuova Porsche 911 Dakar dovrebbe adottare il quadro strumenti digitale di ultima generazione e il sistema di infotainment rivisto. C’è poi una possibilità concreta che venga abbandonata la storica chiave a rotazione in favore di un pulsante di avviamento, anche se i puristi sperano che Porsche mantenga la tradizione, come fatto sulla GT3.
Motorizzazione ibrida e potenza in forte crescita
Sotto il cofano non troverà posto il 4.0 litri aspirato della GT3, questo è certo. La prima 911 Dakar prendeva in prestito il motore dalla vecchia Carrera GTS, sviluppando circa 473 CV. La GTS aggiornata monta ora un sei cilindri boxer 3.6 litri ibrido da 543 CV, e rappresenta il candidato naturale come base meccanica per la nuova Dakar. La trazione integrale sarà di serie, così come il cambio PDK, senza possibilità di optare per il manuale.
Un dettaglio curioso: il prototipo avvistato non presenta gli adesivi gialli di avvertenza che solitamente contraddistinguono le vetture ibride in fase di test. Questo non significa necessariamente che sotto la carrozzeria non ci sia un sistema elettrificato. Porsche potrebbe semplicemente voler mantenere un profilo basso in questa fase. Un powertrain ibrido sulla Dakar ha comunque perfettamente senso: più potenza, maggiore efficienza e la coppia istantanea del motore elettrico si sposano alla perfezione con un’auto pensata per alzare polvere nel deserto tanto quanto per divorare l’autostrada.
Anche questa volta, la produzione sarà quasi certamente a tiratura limitata. Perché niente rende una 911 più desiderabile del dire alla gente che non può averla, a meno di non essere disposti a pagare cifre ben superiori al listino sul mercato dell’usato.
