Chi ha giocato ad Animal Crossing: New Horizons conosce bene la pratica del bandire i villager indesiderati dalla propria isola. Qualche colpo di retino, qualche lamentela silenziosa, e prima o poi il personaggio sgradito se ne va. Ma nel mondo di Pokémon Pokopia, un giocatore ha deciso che il semplice esilio non era abbastanza. La soluzione? Costruire una vera e propria prigione per i Pokémon meno amati. E il bello è che la community ha reagito con un misto di orrore e ammirazione.
Pokémon Pokopia è un titolo che mescola le meccaniche di gestione e personalizzazione tipiche di Animal Crossing con il mondo dei Pokémon, permettendo ai giocatori di creare e decorare la propria isola abitata da creature della serie. Come in ogni gioco di questo tipo, capita di ritrovarsi con abitanti che non si sopportano particolarmente. E qui entra in scena la creatività, a volte spietata, della community.
Il giocatore in questione ha condiviso la propria creazione con una frase che è già diventata un piccolo meme: “Sono (per lo più) a loro agio”. La struttura costruita è esattamente quello che sembra: un recinto chiuso, con tanto di muri e spazi angusti, dove i Pokémon meno graditi vengono letteralmente rinchiusi. Niente esilio pacifico, niente allontanamento graduale. Solo sbarre e cattività, con quel pizzico di ironia che rende il tutto ancora più assurdo.
Una tradizione che affonda le radici in Animal Crossing
Per chi frequenta le community dei giochi di simulazione e gestione, questa pratica non è del tutto nuova. In Animal Crossing: New Horizons il bandire i villager sgraditi è praticamente uno sport. C’è chi li circonda di recinzioni, chi riempie le loro case di spazzatura, chi li ignora sistematicamente fino a farli trasferire altrove. Ma la differenza con Pokémon Pokopia è che qui qualcuno ha fatto un passo ulteriore, passando dall’esclusione sociale alla detenzione vera e propria.
Il post ha scatenato reazioni divertite, con molti utenti che hanno ammesso di sentirsi improvvisamente meno in colpa per le proprie azioni nei confronti dei villager di Animal Crossing. Colpire un abitante con un retino per le farfalle, dopotutto, sembra quasi gentile se paragonato alla costruzione di un carcere su misura per creature che semplicemente non piacciono.
La creatività senza limiti della community
Quello che rende la situazione ancora più interessante è la naturalezza con cui la community di Pokémon Pokopia ha accolto l’idea. Nessuno scandalo, nessuna polemica seria, solo tanta ilarità e qualche tentativo di imitazione. D’altronde, la possibilità di personalizzare liberamente gli spazi è uno dei punti di forza di questo tipo di giochi, e i giocatori trovano sempre modi creativi (e a volte discutibili) per sfruttarla.
La cosa più divertente resta probabilmente la giustificazione offerta dal creatore della prigione. Quel “sono per lo più a loro agio” tradisce una consapevolezza comica perfetta, come se bastasse aggiungere un “per lo più” per rendere accettabile il fatto di aver costruito un carcere per Pokémon sull’isola dei sogni. Il dettaglio del “per lo più” lascia anche intendere che forse, qualcuno lì dentro, tanto comodo non lo è affatto.
Resta il fatto che tra retini usati come armi improprie in Animal Crossing e prigioni costruite in Pokémon Pokopia, i giocatori di titoli gestionali continuano a dimostrare una fantasia sconfinata quando si tratta di gestire gli abitanti indesiderati delle proprie isole virtuali.
