Una notizia che sta facendo discutere parecchio nel mondo tech riguarda i licenziamenti Oracle, che avrebbero coinvolto un numero enorme di lavoratori cacciati con una comunicazione fredda e sbrigativa. Nessuna riunione, nessun colloquio: solo una mail di poche righe recapitata alle sei di mattina, senza il minimo preavviso. E il motivo dietro questa operazione massiccia sarebbe legato, neanche a dirlo, all’intelligenza artificiale.
I numeri non sono ancora confermati ufficialmente da Oracle, ma le indiscrezioni parlano di cifre che fanno venire i brividi: fino a 30.000 dipendenti potrebbero essere stati tagliati fuori in un colpo solo. Trentamila persone che si sono svegliate, hanno controllato la posta elettronica e hanno scoperto di non avere più un lavoro. È il tipo di scenario che fino a qualche anno fa sarebbe sembrato esagerato persino per un film distopico, eppure sta succedendo davvero, nel cuore della Silicon Valley e non solo.
L’IA come giustificazione per i tagli
Il punto centrale della vicenda è dove finiranno i soldi risparmiati con questi licenziamenti. Oracle starebbe usando le risorse liberate per finanziare una gigantesca espansione nei data center dedicati all’intelligenza artificiale, con investimenti che raggiungerebbero la cifra monstre di 156 miliardi di euro circa. Una strategia aggressiva, che ricalca quello che stanno facendo anche altri colossi del settore: tagliare il personale “tradizionale” per scommettere tutto sull’IA.
Quello che colpisce di più, però, non è tanto la decisione in sé. Le ristrutturazioni aziendali esistono da sempre e il settore tecnologico ha attraversato cicli di assunzioni e licenziamenti più volte nel corso degli ultimi decenni. La parte che risulta davvero difficile da digerire è la modalità. Una mail di poche righe spedita alle sei del mattino, quando la maggior parte delle persone sta ancora dormendo o preparandosi per andare al lavoro. Nessun incontro faccia a faccia, nessuna spiegazione articolata, nessun accompagnamento verso l’uscita. Solo un messaggio digitale che chiude un rapporto di lavoro, in alcuni casi durato anni.
Oracle punta tutto sui data center per l’IA
La strategia di Oracle sembra chiara: ridimensionare pesantemente la forza lavoro attuale per riorientare l’azienda verso il business dell’intelligenza artificiale, che in questo momento rappresenta la grande corsa all’oro del settore tecnologico. I data center richiedono investimenti enormi in infrastrutture, energia elettrica e hardware specializzato, e Oracle evidentemente ha deciso che quelle risorse valgono più dei dipendenti che fino a ieri occupavano le loro scrivanie.
